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MEETING 2012/ Il Monte Bianco in una moneta e la tensione all’infinito

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La Luna vista dalla Terra (Infophoto)  La Luna vista dalla Terra (Infophoto)

Il Meeting di Rimini è sempre stato ricco di appuntamenti scientifici di primissimo piano: dalle mostre, agli incontri con premi Nobel, alle tavole rotonde sui temi di grande attualità. Quest’anno il calendario è, se possibile, ancor più ampio e articolato, con ospiti internazionali e una serie di argomenti di richiamo, tutti poco o tanto raccordati col tema centrale della manifestazione: “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”. Un programma concepito, come ormai consuetudine, in collaborazione con l'Associazione Euresis. Ne abbiamo parlato con Marco Bersanelli, professore di astrofisica all’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato Scientifico di Euresis, che sarà chairman della maggior parte di questi appuntamenti.

 

Il tema di questo Meeting di Rimini ci proietta di slancio oltre i confini della nostra esistenza planetaria e uno degli incontri sarà proprio con un uomo come Paolo Nespoli, che il nostro Pianeta ha potuto osservarlo a lungo dall’alto mentre orbitava sulla Stazione Spaziale Internazionale. Cosa si aspetta da questo incontro?

 

La parola “infinito” facilmente richiama la vastità dell’universo, e fin dall’antichità l’uomo ha vagheggiato di poter volare negli spazi del cielo. Oggi è diventato normale prendere un aereo e spostarsi da una parte all’altra del pianeta, ma è un’esperienza del tutto eccezionale quella di uscire dall’atmosfera e allontanarsi abbastanza da vedere la Terra dallo spazio. È quello che fanno gli astronauti come Paolo Nespoli, che sarà ospite quest’anno al Meeting, testimone di un punto di vista più unico che raro, riservato a pochissimi esseri umani. Ci racconterà in prima persona come vivere in assenza di gravità costringe a tornare bambini, a re-imparare tutto, a non dare per scontato nulla, neanche afferrare un oggetto o spostarsi di un metro… La vista del nostro pianeta dallo spazio è di una bellezza struggente; e mostra tutta l’imponenza e al tempo stesso la fragilità del nostro mondo terrestre. Avremo quindi l’occasione di incontrare un testimone diretto di questa esperienza eccezionale.

 

Un’esperienza che ci spalanca verso l’esplorazione dell’universo, che sembra sempre più alla nostra portata...

 

Non proprio: a ben vedere anche questo punto di vista così vertiginoso non è che un piccolo passo, anzi infinitesimo, rispetto alla scala cosmica. Uscire dall’atmosfera, esplorare i dintorni della Terra è un passo gigantesco per l’ingegno e il coraggio umano, ma è nulla di fronte all’universo. È come un bimbo piccolo che per la prima volta esce dalla propria culla e là fuori c’è il mondo intero sterminato e sconosciuto. 

 

Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Il recente annuncio dei fisici del Cern di Ginevra della scoperta del bosone di Higgs non poteva restare senza eco qui a Rimini, dove, l’ultima mattina, potremo ascoltare due italiani, Sergio Bertolucci e Lucio Rossi, protagonisti di punta dell’impresa. Perché avete chiamato questo incontro “il mistero della materia”?

 

Perché ogni scoperta, come diceva il grande fisico Richard Feynman, apre a “un più insondabile e meraviglioso mistero”. Questa in particolare, ha portato alla ribalta una delle domande più antiche della filosofia, riformulata poi anche nel linguaggio della fisica: “di che cosa è fatta la materia?” E bisogna dire che l’immagine di “materia” che emerge dalla fisica moderna è tutt’altro che scontata.

 

E cioè?



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COMMENTI
17/08/2012 - Meeting=bosone di Higgs (Corrado Rizzi)

Cioè quell'ambiente (campo) in cui tutte le particelle (branche della scienza) acquistano quella consistenza interdisciplinare (relazione reciproca attivata dall'ambiente stesso) che da peso (verità) alla realtà? Affascinante!!