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EVOLUZIONE/ Quello che le scimmie non dicono (perché non possono)

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Il passaggio dall’Homo "non simbolico" all’Homo "simbolico" era impensabile, ma è accaduto; ed è accaduto in un unico evento, non gradualmente.

 

E cosa è cambiato da allora?

 

Non ci sono stati ulteriori particolari mutamenti biologici ma l’evoluzione culturale ha avuto uno sviluppo rapido e pervasivo, con una intensità non riscontrabile in alcun modo nella documentazione archeologica precedente. Prima della dimensione simbolica, le cose non cambiavano frequentemente, non c’era quella varietà e differenziazione che riscontriamo poi. Questo ci dice molto di come l’evoluzione umana è proseguita e come proseguirà in futuro: non tanto a livello biologico ma a livello culturale. E ci dice che è possibile vivere la vita in modo sempre più significativo.

 

(Michele Orioli)

 



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COMMENTI
28/08/2012 - giusta conclusione, dati scorretti (andrea moro)

La posizione importante di Tattersall sottolinea un filone di ricerche ben affermato: le scimmie non parlano "perché non possono", come bene sintetizza il titolo. Tuttavia il motivo, a mio avviso, non sta nella simbolizzazione. Se simbolo è "qualcosa che sta per qualcos'altro" allora anche i segnali di odori (come le tracce di urina dei felini) sono simboliche dunque, sia pure in modo molto semplice, anche gli animali riconoscono simboli. La vera differenza, come intuì Cartesio, sta semmai nel fatto che nessun animale può ricavare senso dalla combinazione dei simboli, cioè da quello che dall'epoca ellenistica chiamiamo "sintassi". Di questo ormai abbiamo prove sperimentali forti sia sugli animali (come il famoso lavoro di Terrace et al. 1979 su un cucciolo di scimpanzé che apprese 130 parole ma in nessuna delle 19.000 frasi manifestò sintassi) che sul cervello degli esseri umani per il tramite, sia pure molto limitato, delle tecniche di neuroimmagini. Ed è proprio dalla combinazione di simboli, dalla sintassi cioè, che si spalanca l'infinito nel linguaggio umano, e solo in quello. È questo il fatto inaspettato e clamoroso che differenzia noi da tutti gli altri animali. E questo "infinito presente" è anche alla base di altre capacità cognitive umane come la musica. Come diceva Chomsky negli anni 50 del secolo scorso "gli esseri umani sono progettati in modo speciale" per apprendere il linguaggio secondo modalità che ci portano dritti a riconoscere il mistero.