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DOPING SCHWAZER/ L'esperto: ecco cos'è l'Epo e cosa si rischia a usarlo

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Un laboratorio per la produzione di eritropoietina sintetica (CC)  Un laboratorio per la produzione di eritropoietina sintetica (CC)

Penso che casi come quello del marciatore siano solo la punta dell’iceberg e che il problema sia più grave per il mondo amatoriale. Paradossalmente, i grandi atleti rischiano di meno, perché sono più controllati dal punto di vista medico, i possibili danni vengono individuati subito. L’atleta amatoriale invece ha meno controlli medici, fa più da sé, arriva anche a non considerare gli effetti collaterali, quindi corre un rischio aggiuntivo.


Ma è così facile procurarsi l’Epo e somministrarselo? Non è che un atleta possa essere dopato a sua insaputa?

Non si tratta di una pastiglietta o di qualche goccia, l’eritropoietina viene somministrata per via endovenosa o sottocutanea, per cui difficilmente si può parlare di “errore”. E poi non è che uno va in farmacia, chiede l’Epo e glielo danno… La distribuzione del farmaco è estremamente controllata e la sua prescrizione può essere fatta solo da pochi medici specialisti, come gli oncologi, i nefrologi, gli ematologi. Anzi, in alcune regioni può essere solo una prescrizione ospedaliera.

Come può essere quindi utilizzata “off label” così di frequente? C’è un mercato illegale?

Evidentemente ci sono professionisti compiacenti, ma questo esula dalla mia competenza.

(Daniela Romanello)



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