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VULCANO DI SANTORINI/ L'esperto (Ingv): ecco come monitoriamo i vulcani attivi e inattivi

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L'Etna in eruzione, foto Infophoto  L'Etna in eruzione, foto Infophoto
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Nell'Etna certi parametri sismici quali il cosiddetto tremore vulcanico è un ottimo precursore per darci una tempistica quasi certa di quando avverranno certi tipi di fenomelogia quali le fontane di lava che si sono viste dall'inizio del 2011. Ogni fontana è preceduta da un cambiamento del sistema del vulcano che ci consente di fare una previsione a brevissimo tempo parlo di ore ed è utilissima perché il sistema di protezione civile venga allertato. 

E in altri casi? Quando parliamo di altri vulcani la ricerca ci permette di capire che studiando le eruzioni passate come quelle di Santorini o anche quelle del Vesuvio,quali gli scenari ragionevoli ci fanno fare ipotesi su cosa ci aspettiamo nello stato fisico del vulcano. 

Per Santorini cosa si può dire allora? Nel caso di Santorini stiamo parlando di una attività che per come si sta manifestando sembrerebbe una attività simile a quella che lo ha caratterizzato negli ultimi mille anni. Santorini è certamente noto per l'attività di 3600 anni fa però stiamo parlando di un fenomeno molto diverso dai dati oggi a disposizione. Oggi abbiamo un vulcano che sta costruendo all'interno di questa grande caldera che si è costruita 3600 anni fa e che ha avuto una serie di eruzioni negli ultimi cinquant'anni tutte caratterizzate da una esplosività medio bassa che si è limitata all'interno dell'area della caldera. Non ha dato grandi pericoli all'esterno e questo è quello che si aspetta anche adesso. 

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