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GHIACCIAI/ Dalle Alpi all’Artico: la criosfera lancia un Sos globale

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L'enorme iceberg staccatosi dal ghiacciaio Petermann in Groenlandia nel luglio 2012  L'enorme iceberg staccatosi dal ghiacciaio Petermann in Groenlandia nel luglio 2012

Cosa sta succedendo ai ghiacciai della Terra? Stiamo assistendo a una fase di crisi della criosfera (cioè l’insieme di neve, ghiaccio e permafrost presenti sul nostro Pianeta) quanto mai acuta e nella calda estate appena trascorsa chiunque si sia recato sulle nostre Alpi non ha potuto fare a meno di notare le evidenze dell’intensa fusione in atto, con le conseguenti profonde modificazioni paesaggistiche e ambientali: la riduzione, a volte praticamente la scomparsa delle pareti glaciali (le classiche “nord” affrontate dagli alpinisti), oggi tormentate dalla presenza di roccia affiorante e da detriti che ne impediscono l’ascensione anche da parte di guide ed esperti; la riduzione delle lingue glaciali con crolli di interi settori per effetto dell’assottigliamento del ghiaccio e dell’azione della acque di fusione; il ricoprimento parziale o totale di interi settori delle fronti glaciali da parte di detrito roccioso che ne modifica gli scambi di energia e massa; la formazione di laghi supraglaciali che spesso vanno monitorati per pericolo di esondazioni disastrose.
Il regresso glaciale si accompagna poi a profonde modificazioni ambientali ed ecologiche come la ricolonizzazione delle aree deglaciate, ovvero i terreni lasciati liberi dai ghiacciai al loro regresso, e la risalita della vegetazione arborea che va ad occupare zone prima solo interessate da vegetazione erbacea e prateria alpina. Queste modificazioni implicano anche aumentate emissioni di gas serra (principalmente CO2) da parte di questi terreni e quindi un ulteriore contributo all’aumento della temperatura.
Tutto questo non avviene solo sulle Alpi, dove è presente solo una piccola porzione del ghiaccio glaciale del Pianeta (l’intera estensione dei ghiacciai alpini europei è stimata inferiore ai 2.900 km2 e i soli ghiacciai italiani coprono meno di 480 km2 di area). Anche le riserve glaciali più estese del globo stanno vivendo una fase di intensa crisi e i dati dell’estate 2012 sono davvero poco confortanti. La Groenlandia, la seconda estensione glaciale del Pianeta dopo l’Antartide con oltre 1,5 milioni di km2 di ghiaccio continentale, sta attraversando una fase di intensa deglaciazione che ha visto picchi notevoli in luglio e agosto 2012.



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