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RICERCA/ Staminali: istruzioni per l'uso

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Sono molti i ricercatori italiani impegnati nella sperimentazione con staminali mesenchimali a vari livelli e la forte spinta alla ricerca clinica,che pure ogni giorno registra progressi, non deve mai trasformarsi in frettolosa e grossolana pubblicità di terapie ancora in studio. La ricerca basata sulla sperimentazione clinica rappresenta una tappa tanto fondamentale quanto iniziale e, anche quando confermata, deve essere seriamente confrontata con le altre eventuali terapie disponibili. Situazioni come quella di Brescia se non affrontate in modo chiaro e coretto non aiutano a lavorare in modo sereno e finiscono per accomunare buona ricerca clinica con tentativi approssimativi e ambigui a danno di chi lavora in modo serio.

Importante da questo punto di vista è anche la collaborazione tra associazioni di pazienti, ricercatori di base, clinici e responsabili della regolamentazione. Queste realtà devono tenere alta l’attenzione al valore della persona (il paziente ) sollecitando la burocrazia (perché che non ostacoli la ricerca seria) ma anche denunciando ogni euforica fuga in avanti. Il loro ruolo deve anche aiutare il realismo nel chiedere che vi siano risorse per la ricerca biomedica di base e clinica ma non vengano a mancare quelle per la riabilitazione e l’assistenza al malato e alle famiglie.

Occorre evitare che il termine “staminale” sia considerato magico, tale da produrre valore aggiunto a tutto ( dalle creme alle proposte terapeutiche non verificate). Anche il Committee for Advanced Therapies (CAT) che agisce a livello europeo nell’ambito dell’EMA(European Medicines Agency) è recentemente intervenuto su questa materia Essendo responsabile, tra le altre funzioni, della preparazione di documenti informativi circa la qualità, sicurezza ed efficacia dei nuovi prodotti medicinali per le terapie avanzate il CAT ha denunciato quello che ormai viene chiamato “turismo medico” e vede numerosi pazienti recarsi in cliniche (soprattutto nei paesi asiatici) per sottoporsi a terapie inefficaci, talvolta anche molto pericolose e molto costose per il paziente.

Un secondo aspetto fondamentale, che deve essere tenuto presente (e che ha originato il caso di Brescia) riguarda proprio la produzione delle cellule per uso terapeutico. Queste cellule, per le loro caratteristiche di uso, devono essere prodotte in condizioni e con processi particolarmente controllati e sofisticati. Ci sono organi deputati a verificare l’applicazione di queste regole molto rigide allo scopo di garantire adeguati criteri di sicurezza con particolare riferimento al rischio infettivo e tossicologico.

Anche il GISM ( Gruppo Italiano Staminali Mesenchimali) nato nell’ambito della Associazione Italiana di Colture Cellulari (AICC) da oltre tre anni raccoglie ricercatori italiani interessati allo studio delle cellule staminali mesenchimali e promuove incontri di formazione su questi temi caldi. Nato per rispondere a numerose urgenze emerse da convegni, giornate di studio, dibattiti esso è caratterizzato da un approccio interdisciplinare che raduna biologi, biotecnologi, medici e medici veterinari. L’uso terapeutico delle cellule staminali mesenchimali ha infatti trovato applicazione anche nella clinica veterinaria dalla quale sono venuti interessanti informazioni. Nel campo applicativo di queste nuove terapie con cellule mesenchimali appare infatti importante l’esperienza sperimentale condotta non solo nei piccoli animali da laboratorio, ma anche in animali a grossa taglia.



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