Energia e ambiente
martedì 18 settembre 2012
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Spesso importanti scoperte scientifiche sono del tutto casuali. È quel che è successo a William Metcalf e al suo team presso l’Università dell’Illinois nell’ambito di uno studio su alcuni composti antibiotici. Analizzando il Dna di un comunissimo batterio marino, il Nitrosopumilus Maritimus, i ricercatori hanno infatti isolato alcuni geni che ritenevano utili al loro studio, ma che hanno invece consentito di svelare finalmente il cosiddetto “paradosso del metano oceanico”.
É ormai noto da tempo che oltre il 4% del metano presente sulla Terra si trova negli Oceani, ma il modo in cui esso viene prodotto è a lungo rimasto un mistero. Ad essere precisi, i diretti responsabili della produzione di metano sono già stati identificati da qualche anno. Si tratta di batteri aerobi di specie diverse, capaci di estrarre lo ione fosfato, necessario per la loro sopravvivenza, da una particolare sostanza: l’acido metilfosfonato (un composto di carbonio e fosforo). Ma cosa c’entra il metano in tutto questo? Semplice: il prezioso gas non è altro che un sottoprodotto di questa reazione. Quel che restava ancora da chiarire era però il passaggio precedente, ossia l’origine della “materia prima” della reazione: l’acido metilfosfonato sembrava infatti comparire dal nulla.
Le ricerche del gruppo di Metcalf hanno accidentalmente svelato l’anello mancante. "Un gruppo di composti antibiotici che ci interessa molto si basa sugli acidi fosfonici, quindi stiamo studiando gli organismi che sono in grado di sintetizzarli", ha spiegato Metcalf. I ricercatori, scoperto nel Dna del N. Maritimus un gruppo di geni che sembrava in grado di produrre fosfonati, hanno quindi deciso di isolare i singoli geni e di analizzarli più nel dettaglio.
Studiando l’attività dell’enzima sintetizzato a partire da uno di questi geni, i ricercatori hanno scoperto che esso porta alla produzione proprio del “misterioso” metilfosfonato. Poiché il Dna di altre specie di batteri marini presenta sequenze geniche simili a quelle del N. Maritimus, la quantità di acido metilfosfonico prodotto complessivamente dovrebbe essere tale da spiegare l’anomala concentrazione di metano nei nostri oceani.
Anche se grazie a questa scoperta il ciclo oceanico di produzione del metano è stato interamente compreso, restano ancora molte altre questioni irrisolte.
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