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SCIENZE/ Non solo filastrocche nella pre-matematica

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Per anni ho detto ai miei studenti, che si preparavano per divenire insegnanti ai vari livelli scolastici, che programmi (prima) e indicazioni nazionali (poi) sono riferimenti da conoscere e approfondire, ma anche da considerare criticamente in relazione alle esigenze delle persone alle quali vengono proposti e da utilizzare come stimolo a riflettere sugli obiettivi e sulle conoscenze per la valutazione dell’adeguatezza e per eventuali esclusioni o aggiunte. E ho spesso suggerito di elencare i lemmi sui quali riflettere, per le proprie conoscenze e per quelle degli allievi, senza limitarsi alla terminologia ufficiale e confrontandosi sugli ampliamenti introdotti.

Non essendo questa la sede per una analisi sistematica dei testi e della loro impostazione, ritengo che, più di un elenco di lemmi, sia opportuno proporre spunti di riflessione:

Di che cosa ha bisogno “quella” bambina o “quel” bambino come persona della sua età e delle sue condizioni di vita, sia come supporto linguistico e sia come guida alla concettualizzazione?

Che cosa può essere dato in più da attività e conoscenze matematiche o pre-matematiche come occasione di formazione e di arricchimento, indipendentemente da eventuali esperienze negative personali degli educatori coinvolti?

Come regolarsi di fronte a difficoltà di acquisizione o di utilizzazione di lemmi o concetti nel comportamento o di fronte a eventuali (e auspicabili) test?

Come distribuire le attività formative nel tempo e, in caso di scolarizzazione, tra scuola ed extrascuola?

Mi pare che queste domande pongano il problema di quello che serve agli insegnanti e agli altri educatori a livello di conoscenze e di materiali (strutturati o no) e giochi, anche in relazione a studi e realizzazioni anche recenti e a riflessioni critiche su proposte che a volte sembrano più commerciali che pedagogiche (anche se – ovviamente – della realtà occorre tenere conto, in particolare per quello che viene messo a disposizione dei bambini).

Non avendo riferimenti o servizi sistematici da indicare, mi limito a invitare a prendere gli estratti riportati sopra dalle Indicazioni come stimolo per riflessioni, proponendo in particolare all’attenzione le seguenti proposizioni: “sa dire cosa potrà succedere in futuro immediato e prossimo”, l’eventuale uguaglianza delle parti nelle quali suddividere, esempi sul “quadrato”, l’accostamento “avanti/dietro”, altri accoppiamenti da mettere al posto di “ecc.”, la distinzione tra “peso” e massa, l’individuazione di lemmi da aggiungere.

Concludo auspicando che, anche per insegnanti di Scuola dell’infanzia e altri educatori di bambini, siano resi agevolmente disponibili e individuabili servizi almeno informativi, aperti agli studi più aggiornati e a contributi firmati e datati: mi auguro che il MIUR voglia considerare la questione e realizzare, in particolare, uno schedario. 

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