BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCIENZE/ Non solo filastrocche nella pre-matematica

Pubblicazione:

(Infophoto)  (Infophoto)

Per anni ho detto ai miei studenti, che si preparavano per divenire insegnanti ai vari livelli scolastici, che programmi (prima) e indicazioni nazionali (poi) sono riferimenti da conoscere e approfondire, ma anche da considerare criticamente in relazione alle esigenze delle persone alle quali vengono proposti e da utilizzare come stimolo a riflettere sugli obiettivi e sulle conoscenze per la valutazione dell’adeguatezza e per eventuali esclusioni o aggiunte. E ho spesso suggerito di elencare i lemmi sui quali riflettere, per le proprie conoscenze e per quelle degli allievi, senza limitarsi alla terminologia ufficiale e confrontandosi sugli ampliamenti introdotti.

Non essendo questa la sede per una analisi sistematica dei testi e della loro impostazione, ritengo che, più di un elenco di lemmi, sia opportuno proporre spunti di riflessione:

- di che cosa ha bisogno “quella” bambina o “quel” bambino come persona della sua età e delle sue condizioni di vita, sia come supporto linguistico e sia come guida alla concettualizzazione?

- che cosa può essere dato in più da attività e conoscenze matematiche o pre-matematiche come occasione di formazione e di arricchimento, indipendentemente da eventuali esperienze negative personali degli educatori coinvolti?

- come regolarsi di fronte a difficoltà di acquisizione o di utilizzazione di lemmi o concetti nel comportamento o di fronte a eventuali (e auspicabili) test?

- come distribuire le attività formative nel tempo e, in caso di scolarizzazione, tra scuola ed extrascuola?

Mi pare che queste domande pongano il problema di quello che serve agli insegnanti e agli altri educatori a livello di conoscenze e di materiali (strutturati o no) e giochi, anche in relazione a studi e realizzazioni anche recenti e a riflessioni critiche su proposte che a volte sembrano più commerciali che pedagogiche (anche se – ovviamente – della realtà occorre tenere conto, in particolare per quello che viene messo a disposizione dei bambini).

Non avendo riferimenti o servizi sistematici da indicare, mi limito a invitare a prendere gli estratti riportati sopra dalle Indicazioni come stimolo per riflessioni, proponendo in particolare all’attenzione le seguenti proposizioni: “sa dire cosa potrà succedere in futuro immediato e prossimo”, l’eventuale uguaglianza delle parti nelle quali suddividere, esempi sul “quadrato”, l’accostamento “avanti/dietro”, altri accoppiamenti da mettere al posto di “ecc.”, la distinzione tra “peso” e massa, l’individuazione di lemmi da aggiungere.

Concludo auspicando che, anche per insegnanti di Scuola dell’infanzia e altri educatori di bambini, siano resi agevolmente disponibili e individuabili servizi almeno informativi, aperti agli studi più aggiornati e a contributi firmati e datati: mi auguro che il MIUR voglia considerare la questione e realizzare, in particolare, uno schedario. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.