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PREMI NOBEL/ Ecco chi parte in pole position tra gli scienziati

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Puntualmente, come ormai da qualche anno, a tre settimane dalla proclamazione dei vincitori dei premi Nobel, la Thomson Reuters ScienceWatch, agenzia specializzata in analisi e valutazioni delle attività di ricerca, ha lanciato le sue previsioni sui possibili vincitori dei prestigiosi premi per le scienze: medicina, chimica e fisica. Per ciascuna disciplina ci sono scienziati in pole position e altri in seconda e terza fila. Iniziamo dalla medicina, per la quale a Stoccolma a ritirare il premio potrebbero andare tre scienziati che hanno avuto un ruolo decisivo nella comprensione dei meccanismi che governano il riconoscimento e l'adesione tra le cellule.

 

Si tratta di Richard O. Hynes, che è Daniel Ludwig Professor press oil David Koch Institute for Integrative Cancer Research del MIT di Boston; Erkki Ruoslahti, del Centro di Nanomedicina del Sanford-Burnham Medical Research Institute di La Jolla (California); e il giapponese Masatoshi Takeichi, direttore del RIKEN Center for Developmental Biology di Kobe. I loro studi hanno permesso di spiegare il processo di aggregazione delle masse cellulari che è fondamentale in tutti gli organismi pluricellulari e implica la capacità delle cellule di riconoscersi reciprocamente e di instaurare interazioni stabili, sia con altre cellule sia con la matrice extracellulare. Tale processo è controllato da recettori adesivi, ovvero da proteine della membrana cellulare appartenenti alle famiglie delle integrine e delle caderine: per la scoperta delle prime sono stati risolutive le ricerche di Hynes e Ruoslahti, per le seconde quelle di Takeichi. Agguerrita però è anche la pattuglia dei biologi in seconda fila.

 

A partire da Anthony R. Hunter, titolare della cattedra Renato Dulbecco al Salk Institute for Biological Studies sempre a La Jolla, e da Anthony J. Pawson, docente presso il Dipartimento di Genetica medica all’università di Toronto. Entrambi hanno affrontato, su strade diverse e complementari, problemi legati alla comunicazione tra le cellule: come le cellule comunicano tra loro? Come fanno a sapere quando crescere o quando rallentare? Che cosa causa i malfunzionamenti? Sono questioni che, tra l’altro, rivestono un’importanza cruciale nelle ricerche oncologiche. Hunter ha scoperto la “fosforilazione della tirosina” e il suo ruolo nel processo di trasduzione dei segnali transmembrana da parte dei recettori cellulari; Pawson ha scoperto domini di proteine essenziali nelle interazioni proteina-proteina coinvolte nella trasmissione del segnale cellulare. Entrambi hanno già vinto il premio Wolf per la Medicina nel 2005.



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