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OGM/ Quando è la fantasia a rendere tossico il mais transgenico

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(Infophoto)  (Infophoto)

Il secondo punto degno di menzione è che non c’è relazione tra dose (di mais o di glifosate) e l’effetto (morte o tumore). Nel lavoro ci sono ad esempio gruppi di animali trattati con alte dosi che stanno meglio dei ratti di controllo (si veda ad es. il grafico in alto a sinistra della figura 1 a pagina 3 del lavoro pubblicato dove i gruppi di maschi con il 22 o il 33% di mais nella dieta presentano un solo individuo morto rispetto ai tre del gruppo di controllo). Una delle regole cardini della tossicologia è che se si aumenta la dose di composto presunto tossico, vi aspettate che aumenti l’effetto, o al massimo, nei rari casi in cui l’effetto va a saturazione, che l’affetto rimanga tale e quale, ma di certo che non scenda.

Queste due considerazioni di fondo (limitatezza del gruppo di controllo e assenza di relazione dose-effetto) rendono il lavoro un ottimo esempio di sperimentazione che non avrebbe mai dovuto essere pubblicata e neanche eseguita perchè di fatto ha rappresentato solo un’inutile crudeltà verso gli animali. Sarà anche utile per mostrare agli studenti come non si fa scienza, ma è stato a prima vista un puro spreco di denaro per il committente e di tempo per i ricercatori.

A demolire ulteriormente la credibilità del lavoro si aggiunge la non disponibilità del responsabile della ricerca, Gilles-Eric Seralini, un biologo molecolare dell’Università di Caen, a rilasciare i dati completi sullo studio, così che gli altri ricercatori competenti possano riesaminarli per bene, per eseguire analisi statistiche meno fantasiose. Non entro qui nel dettagli della sterminata letteratura pregressa con cui questo studio va in conflitto, nè l’assenza di meccanismi plausibili per i presunti effetti che pretende di aver evidenziato. Fossero anche veri tali effetti (anche se lo ripeto, i dati non permettono affatto di dedurre un effetto tossico del mais o dell’erbicida), sarebbe comunque del tutto insensato pretendere, come fanno gli autori, di trarne conclusioni su tutti gli altri transgeni in commercio o in fase di ricerca. Fornisco solo un dato di realtà per stimolare la riflessione: l’Italia produce e macella ogni anno circa 600 milioni di animali, in gran parte polli, ma anche maiali, mucche, capre, pecore, conigli...etc. Gran parte di questi 600 milioni vengono alimentati con soia transgenica (4 milioni di tonnellate importate ogni anno dall'Italia) da oltre 10 anni. Se le piante transgeniche in commercio avessero effetti negativi, possibile che nessuno (allevatori, veterinari in forza alle aziende, servizi veterinari regionali, ministeri...) se ne sia accorto? Discorso analogo per l’intera UE che importa circa 40 milioni di tonnellate di soia, di nuovo in gran parte transgenica, per sfamare miliardi di animali ogni anno.

Per ultimo e solo incidentalmente, sembra che lo studio sia stato finanziato attraverso una fondazione con 3 milioni di euro pagati dai giganti della distribuzione Carrefour e Auchan, che hanno palesi interessi in gioco e che, come altri gruppi, anche italiani, di questo settore, hanno puntato molto sulla comunicazione di essere “liberi da OGM”. È ovvio che un eventuale circuito mediatico alimentato da pubblicazioni scientifiche ad hoc, che terrorizzi la popolazione attraverso i media e che sposti anche solo una fetta di mercato dell’1% si tradurrebbe in grossi profitti che giustificherebbero un “investimento” nella pseudoscienza di Seralini. Un motivo in più, anche se non il primo, per diffidare di tale pseudoscienza.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
25/09/2012 - Un approccio realistico... (Gabriele Grillo)

..e un esempio di come sia necessario indagare a fondo la realtà, fidandosi di chi ne ha la competenza e diffidando dai luoghi comuni. Suggerirei alla redazione di spostare l'articolo nella pagina principale, in modo che esso abbia maggiore visibilità

 
25/09/2012 - Ringraziamenti (Andrea Bergamaschi)

Grazie per la chiarezza espositiva, per aver anteposto il pensiero scientifico alle dilaganti ignoranza, faciloneria, malafede degli pseudo scienziati che, probabilmente con fini reconditi, agitano gli "spettri" delle ataviche paure umane. Da parte mia e di tutte le persone di cultura e buon senso non può che giungerle il nostro plauso.