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NETWORK SCIENCE/ Vedo la tua faccia su Facebook e vado a votare

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

È poi interessante notare l'effetto della qualità delle amicizie su Facebook. Gli autori suddividono le amicizie in amicizie strette e meno strette, basandosi sulla frequenza delle interazioni fra utenti su Facebook. Si scopre che chi vedeva votare gli amici stretti aveva più probabilità (0,224%) di votare lui stesso. Al contrario, gli utenti non mutavano il loro comportamento sulla base di quello degli amici non stretti.

Le percentuali in gioco sono piccole perché il campione include tutti gli individui, anche quelli che non hanno visto il messaggio in tempo o che avevano già votato nel momento in cui vedevano il messaggio. Va sottolineato, inoltre, che questi comportamenti sono stati indotti da un singolo messaggio in un lasso di tempo piuttosto breve. Per questo l'effetto osservato è comunque significativo.

Ulteriori analisi mostrano, inoltre, che l'esperimento genera un vero e proprio effetto contagio su Facebook, perché gli amici degli amici che cliccavano il tasto "Ho votato" venivano a loro volta influenzati e così via. Questo contagio si propaga essenzialmente attraverso i legami fra amici stretti, che costituiscono solo il 7% del totale delle amicizie su Facebook.

I ricercatori calcolano che per effetto del messaggio sono andate a votare circa 60.000 persone in più per effetto diretto e 280.000 per effetto indiretto, per un totale di 340.000 voti in più (0,14 % degli aventi diritto, sui 236 milioni del totale). Ma siccome l'esperimento coinvolgeva solo 60 milioni di persone, fatte le debite proporzioni si può dedurre che in linea di principio un singolo messaggio può portare ad un incremento di affluenza di circa lo 0,60 %. Una percentuale rispettabile, che potrebbe cambiare il risultato di un'elezione sul filo di lana.

L’articolo quindi dimostra che la mobilitazione online funziona quando si mette in gioco un elemento sociale (le foto degli amici che avevano già votato), mentre messaggi puramente informativi non hanno effetto apprezzabile. Questo tipo di effetti, tuttavia, sono comunque piccoli in termini percentuali e quindi difficili da rilevare con gli usuali campioni statistici. Infine, il diffondersi di un messaggio sociale fra amici stretti ha un effetto quattro volte superiore rispetto a una campagna "anonima". In altre parole, ci deve essere presumibilmente un legame reale (oltre a quello virtuale) per far sì che un comportamento si diffonda attraverso un social network.



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