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EVENTI/ Una notte in cui acustica (e altre scienze) si possono "toccare con mano"

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Chi è il ricercatore? La cultura tecnoscientifica del XX secolo, presa dall’esaltazione a tutto campo del lavoro e della figura del ricercatore scientifico come unico vero utilizzatore della ragione umana, ha finito per svolgere un cattivo servizio alla sua immagine, dipingendo scienziati e ricercatori come persone eccezionali, fuori dal comune, e per questo distanti dalla vita quotidiana della massa della popolazione. Gli scienziati sarebbero uomini in qualche modo isolati nella loro straordinarietà: figure in possesso di qualità speciali, in grado di governare qualsiasi situazione e di accedere a ogni segreto del reale attraverso pratiche astruse e difficili da intendere, quasi una sorta di moderni stregoni custodi di segreti incomprensibili.

Ma altri due fattori giocano in favore di una distanza ricercatore-uomo della strada: da un lato il meta-linguaggio scientifico, che, proprio perché essenziale per comprendere a fondo le meraviglie dalla scienza, genera un’oggettiva e immediata distanza fra chi fa ricerca e chi no; dall’altro il fatto che per chi non è coinvolto in prima persona mancano le occasioni per respirare l’atmosfera appassionante di un laboratorio. Si capisce bene perciò come mai pochi non-ricercatori cerchino di conoscere come si svolga e in che cosa consista esattamente il lavoro del ricercatore, quali siano le dinamiche con le quali deve avere a che fare, come sia organizzata l’attività di un laboratorio e, soprattutto, come sia messa in gioco l’umanità di chi vive la quotidianità del laboratorio.

La realtà per fortuna è più semplice di quanto ci si possa immaginare e più vicina all’esperienza di chiunque: il ricercatore è un uomo come tutti gli altri, che ha la fortuna di svolgere un lavoro particolare. È un uomo, con le sue passioni, le sue doti e i suoi difetti, che decide di non sottrarsi al richiamo discreto ma potente della realtà nei suoi aspetti sperimentali e misurabili, e fa di questa attrattiva il suo lavoro. È esattamente per questo motivo che, ormai da otto anni, la Commissione europea ha ideato un’occasione coinvolgente e molto semplice per tutta la popolazione per favorire possibilità di scoprire come lavorano i ricercatori.

La Notte dei Ricercatori - così si chiama l’iniziativa - è un evento che si terrà quest’anno in diverse città europee, con il coinvolgimento delle principali istituzioni accademiche in ambito scientifico. Lo scorso anno le città erano 320 su 32 paesi, con 44 città in Italia. La Lombardia è una delle regioni più coinvolte, vedendo la partecipazione di Milano, Brescia, Como, Cremona, Pavia, Mantova e Lecco. Le numerosissime iniziative che si svolgeranno a partire dal pomeriggio del 28 settembre fanno parte di un unico progetto-evento che avrà come titolo "Meet me Tonight", e vuole proprio fare incontrare la cittadinanza con i ricercatori, facendo emergere i tratti “normali” di questi strani protagonisti, che si trasformeranno in musicisti, sportivi, attori, insegnanti e proporranno ai visitatori giochi, lezioni, esperimenti, competizioni, dimostrazioni e seminari, spesso partendo da temi comprensibili al vasto pubblico, concernenti anche problematiche legate alla vita quotidiana, come l’inquinamento, il cibo, i trasporti, il rumore.



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