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SONDA CURIOSITY/ Benvenuti: sì, su Marte potrebbero esserci state acqua e forme di vita

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Immagini di Marte inviate da Curiosity, foto InfoPhoto  Immagini di Marte inviate da Curiosity, foto InfoPhoto

Sono ricerche che, assieme a tutti gli altri dati che stiamo accumulando sui sistemi extraplanetari, ci possono permettere di conoscere l'evoluzione di un pianeta a una certa distanza da una stella, nel nostro caso il sole, e per altri pianeti altre stelle. Avere cioè un numero più elevato di dati riferiti a pianeti diversi dal nostro ci permette di comprenderne quale ne sia stata la formazione e poi l'evoluzione. Questo ci serve anche per capire in che modo dobbiamo comportarci per preservare il più possibile le condizioni ottimali di vita che abbiamo sulla Terra e che sappiamo essere molto fragili.

Che caratteristiche particolari ha questa nuova sonda, Curiosity?
Ha una maggiore mobilità delle precedenti e quindi permette di andare a indagare e analizzare situazioni diverse dal punto di arrivo rispetto alle altre sonde con mobilità più limitata. Certamente non è l'ultima sonda: l'Europa sta programmando due missioni, nel 2016 e nel 2018, sempre su Marte con nuove sonde. In particolare la seconda avrà una trivella di costruzione italiana che penetra fino a due metri di profondità. Quello che potrà fare sarà molto interessante e diverso da quanto fatto finora perché permetterà di studiare la stratigrafia del pianeta e quindi capire cosa è successo nel passato sulla superficie di Marte, quindi anche se ci sono state forme di vita iniziate e poi bloccatesi.



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