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TECNOLOGIE/ Controlli inesorabili con le super radiografie 3D a colori

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La radiografia tridimensionale elaborata dall'équipe del professor Robert Cernik  La radiografia tridimensionale elaborata dall'équipe del professor Robert Cernik

Gli scienziati dell'Università di Manchester hanno sviluppato una fotocamera che può essere usata per catturare potenti immagini tridimensionali a raggi X a colori quasi in tempo reale e senza la necessità di ricorrere a una sorgente di raggi X di sincrotrone; la sua capacità di identificare la composizione dell'oggetto scansionato potrebbe migliorare radicalmente i controlli di sicurezza negli aeroporti, l’imaging medicale, la manutenzione di aeromobili, le ispezioni industriali e l'esplorazione geofisica.  

Il sistema a raggi X sviluppato dal professor Robert Cernik e colleghi della School of Materials della università britannica, è in grado di identificare le sostanze chimiche e composti, come la cocaina, alcuni esplosivi, metalli preziosi o materiali radioattivi, anche quando sono contenute all'interno di un oggetto relativamente grande come una valigia. Il metodo può anche essere esteso per rilevare difetti in componenti di macchine, apparecchiature e sistemi, ad esempio nelle ali degli aerei, e può essere utilizzato per immagini l’analisi delle immagini in processi di corrosione e nelle trasformazioni chimiche. In campo sanitario, il sistema può essere utilizzato per rilevare tipi di tessuti anormali da campioni di biopsie. In geofisica potrebbe essere utilmente impiegato per analizzare rapidamente il contenuto di “carote” prelevate durante le attività di perforazione. 

In un recente esperimento il team ha utilizzato questa tecnologia per “radiografare” un connettore USB che controlla una webcam: i tecnici sono stati in grado di identificare i diversi elementi e componenti all'interno del connettore analizzando le radiografie energeticamente sensibili e i pattern di fluorescenza. Gli elementi sono stati evidenziati in diversi colori per identificarli chiaramente ai gestori dei sistemi: in questo caso la radiografia mostrava bromo, bario, argento, stagno e zirconio.  

I risultati dei vari test sono stati pubblicati nella rivista Analyst; commentandoli, Cernik ha detto: «Il fatto che ora possiamo usare questa tecnologia in un ambiente di laboratorio è un sostanziale passo in avanti. Quando abbiamo sviluppato l'idea di cinque anni fa, avevamo bisogno della potenza di un sincrotrone per produrre i raggi X. Inoltre abbiamo potuto accedere solo ai rivelatori al silicio; questo è un problema perché il silicio è un atomo leggero e non ferma l'alta energia dei raggi X che passano attraverso oggetti di grandi dimensioni. Ora siamo in grado di ottenere gli stessi risultati di imaging con una fotocamera da 80 x 80 pixel (fatta di tellururo di cadmio e zinco) che supporta in tempo reale l’imaging iperspettrale a raggi X fino a energie molto elevate». 



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