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SCOPERTE/ Dopo le esocomete, ecco gli esoasteroidi

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Foto Nasa/JPL-Caltech  Foto Nasa/JPL-Caltech
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Gli scienziati hanno utilizzato i dati del telescopio spaziale Spitzer della Nasa e dell’Osservatorio orbitante Herschel (Nasa-ESA, Agenzia Spaziale Europea): i due telescopi hanno rilevato una luce infrarossa, emessa dalla polvere calda e fredda in bande localizzate intorno a Vega e Fomalhaut. L’analisi ha permesso di scoprire una nuova cintura di asteroidi intorno a Vega, confermando l'esistenza di bande di entrambe le stelle; entrambe hanno due tipologie di cinture: una più interna e relativamente calda, l’altra esterna e fredda, separate da un notevole spazio apparentemente vuoto. Quindi si tratta di una struttura che ricorda molto le due cinture solari, quella principale e quella di Kuiper; anche le distanze sono organizzate analogamente, essendoci un rapporto di 1 a 10 tra il raggio della cintura interna e quello della più esterna.

Proseguendo nell’analogia, è logico congetturare che lo spazio intermedio possa essere sede di altri pianeti anche nel caso delle due stelle in esame; Fomalhaut in effetti ha già un pianeta candidato, Fomalhaut b, che orbita intorno al bordo interno della cintura asteroidale. Vega e Fomalhaut peraltro sono simili per diversi aspetti: entrambe hanno una massa circa due volte quella del Sole ed emettono una luce più calda e dal colore di un blu intenso; sono piuttosto giovani e potrebbero essersi formate circa 600 milioni di anni fa la prima e 400 milioni di anni fa la seconda (ricordiamo che il Sole ha iniziato a risplendere circa 4,5 miliardi di anni fa).

La diversa età di questi sistemi solari spiegherebbe, in parte, anche il dato osservativo che le cinture di entrambe le stelle contengono molto più materiale della nostra fascia principale e della Kuiper: infatti il nostro sistema planetario ha avuto centinaia di milioni di anni per ripulirsi e riordinarsi; oltre al fatto che probabilmente gli altri due sistemi si sono formati da una nube di gas e polveri inizialmente più massiccia.

Ora quindi è ufficialmente aperta anche la caccia agli esoasteroidi, dopo quella alle esocomete, appena avviata; e molte aspettative sono riposte sul prossimo telescopio spaziale della Nasa, il James Webb Space Telescope, che si sta preparando a sostituire il telescopio Hubble nel 2018.



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