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FISICA/ Dai gas di sodio ultrafreddi un passo avanti verso i computer quantistici

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Ferrari precisa ulteriormente come si è arrivati al goal. «Applicando tecniche di raffreddamento laser ed evaporativo, abbiamo raffreddato un gas di atomi di sodio fino a osservare la transizione di fase verso la condensazione di Bose-Einstein. In questa fase puramente quantistica la materia (il gas atomico) assume proprietà e comportamenti radicalmente diversi da quelli previsti in regime classico, analogamente alle differenze che distinguono la radiazione laser dalle sorgenti di luce tradizionali, o al caso dei superconduttori rispetto ai conduttori tradizionali di corrente elettrica».

L’importanza del risultato conseguito è notevole: «il condensato di Bose-Einstein di vapori atomici permette di studiare con grande accuratezza aspetti finora sfuggenti o controversi della meccanica quantistica. Allo stesso tempo rappresenta uno strumento fondamentale per il raffreddamento di ulteriori gas fino a temperature prossime allo zero assoluto, dell'ordine della decina di nano Kelvin (miliardesimi di grado)».

Ora nel laboratorio di Povo si prosegue nello studio di questi sistemi fisici estremamente interessanti sia dal punto di vista fondamentale sia applicativo. I gas ultrafreddi offrono infatti la possibilità di mimare il comportamento di materiali di grande rilevanza tecnologica: osservando il loro comportamento diventa possibile, per esempio, comprendere meglio le proprietà di semiconduttori e superconduttori, permettendo quindi di migliorare le prestazioni di una serie di dispositivi tecnologici. E sullo sfondo l’avverarsi delle promesse dei futuri computer quantistici.

 

(Michele Orioli)



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