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CLIMA/ Eventi estremi: li spiega l’aumento della temperatura media

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L'ottimo accordo tra l'evoluzione temporale degli eventi sopra e sotto soglia determinata dal modello e quella osservata indica che il solo incremento della temperatura media spiega in larga misura i cambiamenti osservati nella frequenza degli eventi di caldo e di freddo estremo e le relazioni tra questi, senza alcuna necessità di introdurre ipotesi su possibili variazioni nella forma delle distribuzioni delle anomalie di temperatura.

 

Evoluzione temporale degli eventi sopra e sotto soglia osservati e determinati dal modello (linee nere e gialle rispettivamente) relative alle anomalie di temperatura massima giornaliera per l’Italia. L’evoluzione è illustrata per eventi freddi (sinistra) e caldi (destra) sempre più intensi, ovvero con probabilità di occorrenza sempre più piccola (10, 5 e 1%). La linea rossa mostra i risultati che si ottengono con il modello utilizzando, in luogo delle temperature osservate, i valori ottenuti da un’interpolazione parabolica delle temperature rispetto al tempo.

Nota:

Hanno collaborato alla stesura di questo articolo la dottoressa Claudia Simolo (ricercatrice presso ISAC-Cnr) e il Prof. Maurizio Maugeri (professore associato presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano).

Per approfondimenti:

Simolo C., M. Brunetti, M. Maugeri, T. Nanni, A. Speranza; 2010, Understanding climate change-induced variations in daily temperature distributions over Italy, Journal of Geophysical Research - Atmosphere, 115, D22110, doi:10.1029/2010JD014088.

Simolo C., M. Brunetti, M. Maugeri, T. Nanni; 2011, Evolution of extreme temperatures in a warming climate,Geophysical Research Letters, 38, L16701, doi:10.1029/2011GL048437.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
28/01/2013 - Non è responsabilità dell'uomo (Carlo Cerofolini)

Pur non volendo entrare nel merito di quest’articolo, vorrei, dire che sarebbe fuorviante mettere in relazione quanto in questo si trova scritto con le attività umane, in quanto tutta la CO2 presente in atmosfera, che per altro è un ottimo concime naturale, contribuisce all’effetto serra solo per circa il 2% - mentre ben oltre il 90% è affidato al vapor d’acqua - e la produzione annua della CO2 antropica diretta fa aumentare la percentuale dei gas serra totali di appena lo 0,1%. Ridicolmente troppo poco per influenzare il clima. Comunque nelle ere geologiche passate le variazioni di temperatura hanno preceduto, non seguito, di 600-800 anni le variazioni di CO2 in atmosfera e pure i cambiamenti rapidi del clima ci sono sempre stati, come pure temperature più alte delle attuali di 2-3 gradi, senza che l’uomo avesse alcuna colpa. Inoltre è bene evidenziare che adesso con le attuali 390 ppm di CO2 siamo al massimo, perché tra il 1812 e il 1961 questa, secondo circa 900 misure fatte in oltre 400 siti, è variata fra 150 e 450 ppm ed ha toccato tre livelli di massimo nel 1820, 1855, e 1940 e quindi non è giustificato fare allarmismo su questo dato. Infine non c’è alcuna «impronta digitale» legata ai gas serra antropici che evidenzi un (supposto) riscaldamento del pianeta, mentre c’è perfetta correlazione fra attività solare e variazioni di temperatura e nessuna correlazione legata alla CO2 antropica negli ultimi 400 anni.