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TECNOLOGIE/ Occhi elettronici e algoritmi per eliminare i difetti di fabbricazione

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Più in generale questi sistemi, integrando componenti ottiche, elettroniche e meccaniche, permettono di acquisire, registrare ed elaborare immagini riuscendo a riconoscere quelle caratteristiche dell’immagine che rendono possibili le operazioni di controllo, classificazione, selezione. Diventa quindi possibile, e in modo automatico e preciso, leggere scritte e codici, guidare movimentazioni robotiche, verificare le tolleranze, riconoscere difetti e selezionare i prodotti.

In effetti l’ispezione visiva offre la possibilità di riconoscere quasi tutte le difettosità di un prodotto: riesce infatti a stabilire la presenza o assenza di componenti, a eseguire controlli superficiali, conteggio di pezzi, classificazione e selezione dei prodotti per pezzatura, colore, dimensione; i sistemi automatici di visione sono inoltre utilizzabili in ambienti ostili e permettono di ispezionare oggetti molto piccoli o difficilmente accessibili. In tutto ciò «assicurando maggiore uniformità di trattamento e precisione rispetto all’ispezione umana».

Per non parlare della loro funzione all’interno di sistemi di produzione più complessi (manipolatori, robot antropomorfi, carrelli) ai quali forniscono le informazioni necessarie per l’esecuzione di operazioni in contesti non statici: oggetti non perfettamente posizionati, aree di lavoro dove si muovono operatori e altri macchinari, aree di carico e scarico merci.

Certo, c’è un problema di costi, che restano elevati soprattutto per la progettazione e la messa a punto dei sistemi più che per i prezzi delle apparecchiature: «è comunque innegabile – sostiene Martin – che nel lungo periodo i sistemi di visione facciano risparmiare denaro per motivi evidenti: abbattono gli scarti, rilevano in anticipo gli errori nelle linee di produzione, migliorano il prodotto, velocizzano il processo produttivo, riducono i reclami e le restituzioni di pezzi difettosi».

E negli ultimi tempi la “machine vision” inizia ad essere ampiamente applicata anche nel mondo non manifatturiero, diventando uno strumento utile in campo militare e biomedicale, «senza dimenticare il ruolo svolto nel controllo del traffico e nel controllo accessi».

 



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