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ASTROFISICA/ Massa più rotazione: niente di più semplice di un buco nero (senza "capelli")

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Un buco nero in un'illustrazione dell'Inaf, l'istituto italiano di astrofisica  Un buco nero in un'illustrazione dell'Inaf, l'istituto italiano di astrofisica
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Allo stesso modo, immaginiamo di comprimere sempre più della materia, la quale diventerà più densa, calda, ed in generale complessa. A un certo punto invece, tutto diventa estremamente semplice. Come può la materia sbarazzarsi di tutti i dettagli inutili? Come può un oggetto “perdere i capelli” prima di diventare un buco nero? Ancora, tutto avviene con la gravità. Così come una barca in moto rovina lo specchio del lago lasciando una scia, una massa in moto lascia una scia in gravità dietro di sé. Alla formazione di un buco nero, tutti i capelli (i dettagli di troppo) si perdono in queste onde di gravità emesse, lasciando solamente un oggetto “pelato”. Questi preziosi segnali, contengono tutto il dettaglio e l'informazione che ha portato la materia a formare il buco nero, una vera e propria sinfonia che aspetta solo di essere ascoltata. Una volta terminata la sinfonia, rimane solo l'oggetto semplice.

Tale semplicità, constatata nei buchi neri osservati nel cielo, faceva sobbalzare l’astrofisico pakistano Subrahmanyan Chandrasekhar, Premio Nobel per la Fisica 1983: «L’esperienza più straordinaria della mia intera carriera scientifica, che dura da più di quarantacinque anni, è stata quella di rendermi conto che la soluzione esatta delle equazioni della relatività generale di Einstein, trovata dal matematico neozelandese Roy Kerr, fornisce la rappresentazione assolutamente esatta degli innumerevoli giganteschi buchi neri che popolano l’universo. Questo “fremere davanti al bello”, questo fatto incredibile che una scoperta motivata dalla ricerca del bello in matematica abbia trovato la sua replica esatta in Natura, mi induce ad affermare che la bellezza è ciò a cui la mente umana si mostra maggiormente sensibile dal più profondo di sé» (Verità e Bellezza, 1987). È questa semplicità, è il riconoscere che di questa semplicità è fatto il mondo, ciò che muove lo scienziato. L'intuizione cioè, che l'estrema ricchezza di ciò che abbiamo davanti possa nascondere una unità semplice, come una liscia perla tonda sul fondo del mare.



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