BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL PUNTO/ Non snobbate il "motore metabolico" dell’Oceano

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

La maggior parte dei processi naturali che avvengono negli oceani hanno scale temporali che variano dall’anno fino alla decina di anni; per questo motivo, al fine di evidenziare risposte del sistema ai cambiamenti climatici in atto, sono necessari programmi di monitoraggio che coprano almeno gli ultimi 50 anni. I programmi internazionali si sono occupati già da alcune decadi di monitorare alcuni dei parametri fisici degli oceani (ad esempio temperatura, salinità e livelli di clorofilla) attraverso satelliti, sensori mobili lungo la colonna d’acqua o catene strumentate (mooring) ancorate al fondale , mentre risultano ancora poco considerate le serie ecologiche di lungo termine, tanto che gli autori dell’articolo le definiscono la Cenerentola delle scienze marine, in quanto per tanto tempo considerate troppo costose e troppo difficili da ottenere.

In realtà, la componente biotica ed in particolare quella che occupa le profondità intermedie tra 200 e 1000 metri (i cosiddetti organismi mesopelagici), è proprio quella che dovrebbe essere tenuta d’occhio con maggiore attenzione. Lo strato intermedio è infatti quello più sensibile ai cambiamenti climatici in atto nel nostro Pianeta ed è considerato dagli scienziati il “motore metabolico” dell’oceano poiché il 90% della materia organica che precipita dalla superficie verso il fondo viene processata e rielaborata proprio qui.

La materia organica è composta da atomi di carbonio e il ciclo del carbonio è il ciclo biogeochimico attraverso il quale il carbonio viene scambiato tra geosfera, idrosfera, biosfera  e atmosfera della Terra. Gli oceani sono la maggior riserva di carbonio presente sulla Terra, sebbene essa sia solo in piccola parte disponibile all'interscambio con l'atmosfera.

Inoltre, lo strato intermedio è densamente popolato da pesci mesopelagici che in proporzione sono molto più abbondanti sia di quelli superficiali sia di quelli interessati da attività legate alla pesca commerciale: la biomassa totale dei pesci mesopelagici è stimata tra 1 e 10 miliardi di tonnellate contro i soli 100 milioni di tonnellate dei pesci cosiddetti  “commerciali”.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >