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IL PUNTO/ Non snobbate il "motore metabolico" dell’Oceano

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Questi dati già da soli indicano quanto sia importante il monitoraggio degli organismi mesopelagici e in generale quanto siano necessarie le serie ecologiche di lungo termine.

E allora perché finora sono state snobbate?

I motivi sono principalmente due: le difficoltà logistiche legate alle operazioni per ottenere lunghe serie di parametri biotici ed ecologici e i costi. Molti dei progetti internazionali che si sono occupati della raccolta di lunghe serie di dati lo hanno fatto a livello locale o addirittura costiero in quanto le operazione richiedevano minor impegno e i dati ottenuti potevano anche avere una valenza pratica per la popolazione o le attività di pesca (ad esempio la qualità delle acque o le previsioni meteo-marine).

Negli anni 90 il Global Ocean Observing System (GOOS) promosso dall’ Intergovernmental Oceanographic Commission delle Nazioni Unite ha messo a punto una rete di monitoraggio a livello globale che ha funzionato molto bene per quanto riguarda i parametri fisici già menzionati ma che è ancora piuttosto carente per quanto riguarda la parte ecologica. Ma pare che la questione stia andando verso una risoluzione: a Novembre si terrà in Australia un workshop GOOS che vedrà la presenza di esperti da tutto il mondo per dare finalmente il via al monitoraggio ecologico di lungo termine dell’oceano globale.

La comunità scientifica ritiene che, sfruttando alcuni dei programmi esistenti ed ampliandoli adeguatamente, i costi delle operazioni di monitoraggio potrebbero essere contenuti e le ricerche in grado di svilupparsi pienamente. Pertanto, non ci dovrebbero essere più motivi per ritardare ulteriormente quello che sembra essere uno dei passi fondamentali verso la diagnosi della salute dell’oceano e verso la sua salvaguardia.



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