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BIOLOGIA/ Nel nome di Pandora: i nuovi virus giganti pongono nuove domande

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Dal 1950 i virus sono stati tra i maggiori protagonisti della scena biologica: le nuove tecniche di biologia molecolare hanno messo il turbo alla ricerca di nuove tipologie di virus e hanno studiato a fondo le loro capacità, la loro pericolosità e la possibilità di trovare delle cure. Alcune tra le problematiche sociali più importanti della nostra epoca sono state accompagnate da importanti patologie causate da virus. Sforzi titanici sono stati compiuti per conoscere meglio questi "parassiti molecolari" circondati da un alone di mistero, non si capisce nemmeno se facciano parte dei viventi o meno.

Con la scoperta dei virus Mimetici e dei Megavirus, che presentavano dimensioni sorprendenti rispetto ai comuni virus, si pensava di aver visto praticamente tutto in questo campo; ma, come abbiamo imparato, non è possibile dire la parola fine alla conoscenza. Nessuno, però, era preparato a quello che è stato pubblicato negli ultimi giorni: sono arrivati in mano ad alcuni virologi nuove tipologie di virus, i Pandoravirus. Fin da subito si è capito che si era davanti a una scoperta di proporzioni colossali. I Pandoravirus  hanno dimensioni gigantesche - nell'ordine di grandezza del micrometro, quasi come cellule batteriche - e un genoma estremamente ricco, più di 1100 geni. Per rendere più facile il paragone i virus più comuni dell'influenza o l'HIV contengono solo una decina di geni, l'uomo ne ha circa 30.000.

È come se fosse stato trovato un computer delle dimensioni di una piccola cittadina, con uno dei più complessi codici mai visti. Ma le sorprese non finiscono qua: sono stati trovati due diversi ceppi di questo nuovo virus, Pandoravirus salinus, trovato nei sedimenti davanti alle coste cilene, e Pandoravirus dulcis nei fiumi vicino a Melbourne, Australia, entrambi ospiti di amebe del genere Achantameba.



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