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MEDICINA/ Un "mondo nuovo" senza Aids? Difficile, se non parte dalla persona

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Il terzo articolo "Antiretroviral treatment of HIV-1 prevents transmission of HIV-1: where do we go from here" (La terapia antiretrovirale previene la trasmissione di HIV-1: possibili sviluppi), ad opera di un gruppo di ricercatori dell'Università della Carolina del Nord, parte dalla constatazione che in 11 su 13 studi la terapia antiretrovirale riduceva sostanzialmente la trasmissione dell'infezione al partner. In particolare un ampio studio randomizzato ha dimostrato una riduzione della trasmissibilità del 96,4%. Tuttavia numerosi problemi restano aperti, quali: l'individuazione precoce dei soggetti infetti per poter iniziare in tempo il trattamento; l'aderenza dei pazienti alla terapia, che può dar luogo a ceppi resistenti ai farmaci e trasmissibili; e la mancanza di dati, in questi studi, sulla popolazione omosessuale e tossicodipendente.

In particolare gli autori sottolineano la mancata riduzione o addirittura la crescita delle nuove infezioni in comunità omosessuali in cui la terapia antiretrovirale è accessibile e diffusa, a dimostrazione che l'ottimismo in questo quadro potrebbe essere superficialità. Gli autori comunque spingono sulla necessità di sviluppare ulteriormente la ricerca nel campo della prevenzione farmacologica.

Complessivamente occorre dire che molti e importanti passi avanti sono stati compiuti, che si è riusciti a fornire farmaci costosi a pazienti e a sistemi sanitari che non sarebbero mai stati in grado di acquistarli (anche se la proporzione è ancora inferiore a un terzo del totale), che soprattutto il secondo articolo cerca di entrare nel merito di come affrontare i problemi futuri.

Tuttavia leggendo questi articoli sembra scomparire il soggetto: l'uomo, con la sua responsabilità, con la sua capacità di discernere il bene dal male, con la sua possibilità di decidere di non esporre al contagio le persone che ha intorno. Questi aspetti sono generalmente scotomizzati come tabù, come se la responsabilizzazione fosse una limitazione della libertà personale. La sensazione è che, in realtà, gli articoli documentino l'immenso sforzo ma anche il fallimento di una politica che cerca di risolvere i problemi dell'uomo senza coinvolgerlo in prima persona.



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