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EVENTI/ Due giorni sotto il Gran Sasso per ridare alla scienza il "suo" metodo

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In questo approccio si innesta la teoria asintotica basata sulla legge dei grandi numeri. La statistica fornisce anche dei test di significatività volto a sondare l’incidenza del caso nei risultati di un esperimento volto a verificare un’ipotesi di interesse. Questo test si utilizza con livelli di complessità diversi nelle varie Scienze ed è impiegato per stabilire la compatibilità di un’ipotesi, denominata ipotesi nulla, con il campione osservato, in modo che la probabilità di rifiutare tale ipotesi quando è vera non superi un prefissato livello di significatività. In fisica ad esempio qualunque conclusione ottenuta con approcci quali ad esempio la massima verosimiglianza non ha significato se non è accompagnata da una valutazione del grado di confidenza espresso in probabilità o in multipli di deviazione standard.
Chiudo questa rapida sintesi riferendo gli interventi dei tre filosofi (Evandro Agazzi, Fabio Minazzi, Valeria Ascheri). Agazzi ha affrontato il problema della oggettività nelle Scienze Esatte cercando di distinguere fra esperimenti ed osservazioni basate su misure scientifiche e costatazioni oggettive ottenute non necessariamente da misure. È il caso ad esempio dell’investigazione nelle discipline storiche: la certezza di un documento storico può fornire un costatazione oggettiva anche se non e’ basata su misure scientifiche. Minazzi ha presentato un excursus storico sull’idea di Metodo e di Scienza da Galileo ad Einstein soffermandosi sulla predittività della Scienza, sul rapporto fra Scienza e Cultura come visto da vari pensatori da Heidegger a Kant fino ad arrivare al Cattaneo. In particolare ha fatto notare che il Metodo Scientifico, così come è inteso dagli scienziati, non è sostanzialmente mutato da Galileo ad Einstein. Infine Ascheri ha enfatizzato la missione della Scienza di discriminare sempre fra il Vero e il Falso.
Non si possono estrarre conclusioni da un simposio di questo tipo, probabilmente il primo o uno dei primi così concepiti. Tuttavia si può costatare, pur attraverso le grandi differenze fra le Scienze della Natura, che il Metodo Scientifico è applicato dappertutto, nel senso che ogni Scienza per progredire si basa su dati sperimentali e conclusioni sintetico-teoriche ricavate da questi, che permettono delle previsioni, ovviamente con procedure fondamentalmente diverse nelle diverse disciplina: basta confrontare ad esempio come progredisce la fisica e come si attua il metodo clinico in Medicina.



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