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ASTROFISICA/ Un motore magnetico alimenta le supernove più brillanti

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Una stella di neutroni è una sfera di appena una decina di chilometri di raggio, che però pesa di più di tutto il nostro Sistema Solare. È talmente densa che un dado da gioco fatto con la materia di cui è costituita una stella di neutroni peserebbe più dell’intera popolazione mondiale. Oltre alla densità, una stella di neutroni esalta fino a raggiungere valori strabilianti anche altre caratteristiche della stella da cui nasce. Per esempio, la lenta rotazione della stella intorno al proprio asse prima di esplodere, diventa una rotazione vorticosa che può raggiungere le centinaia di rotazioni al secondo per la stella di neutroni appena nata. Questa rapida rotazione è resa possibile proprio dall’enorme densità dell’oggetto, che altrimenti si sfalderebbe sotto l’azione della forza centrifuga. Infine, anche il campo magnetico della stella d’origine, che tipicamente ha intensità non di molto superiori a quella del campo terrestre - quello che orienta gli aghi delle nostre bussole - raggiunge in una stella di neutroni valori talmente elevati da non aver uguali in nessun altro luogo nell’Universo.

Ma se noi prendiamo un potente magnete e lo facciamo girare velocemente, produciamo energia, proprio come avviene nelle dinamo che alimentano i fanali delle biciclette o nei caricabatteria a manovella che “ci salvano” se il cellulare è scarico. E sarebbe proprio questo tipo di energia ad alimentare le potenti supernove che erano prima state attribuite alla formazione di coppie elettrone-positrone. Per essere più precisi, gli autori della ricerca apparsa su Nature chiamano in causa le stelle di neutroni più magnetiche che si conoscano, le cosiddette magnetar, il cui nome deriva proprio dalla contrazione delle parole inglesi“magnetic star”. Per produrre una quantità sufficiente di energia è infatti necessario avere una stella di neutroni che completi centinaia di rotazioni su se stessa in appena un secondo e che abbia un capo magnetico centinaia di volte più intenso di quello posseduto dalla maggioranza delle stelle di neutroni che conosciamo. Queste caratteristiche sono perfettamente compatibili con quelle previste per una magnetarappena nata.

 



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