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ASTROFISICA/ Un motore magnetico alimenta le supernove più brillanti

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L’esistenza delle magnetar venne ipotizzata nel 1992 per spiegare il comportamento di alcune particolari sorgenti celesti di raggi X e gamma, denominati Soft Gamma-ray Repeater, o SGR. Negli ultimi anni, diverse evidenze osservative hanno dato credito a questa ipotesi e le magnetar hanno assunto un ruolo sempre più importante nell’interpretazione di diversi fenomeni astrofisici, che spaziano da alcune particolari pulsar ai raggi X fino alle più grandi esplosioni cosmiche che conosciamo, i Gamma-ray Burst.

Una tappa fondamentale nel consolidamento del modello delle magnetar è giunta solo pochi mesi fa, quando, insieme a un gruppo di ricercatori italiani, siamo riusciti per la prima volta a misurare in maniera diretta il campo magnetico sulla superficie di un SGR. Questa ricerca è stata pubblicata anch’essa suNature e ci ha permesso di individuare sulla superficie di questo oggetto una regione con un campo magnetico che raggiunge un valore milioni di miliardi di volte superiore a quello del campo terrestre: proprio ciò che era previsto per una magnetar e che serve per alimentare le supernove più brillanti che conosciamo.



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