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SCENARI/ Tutti (e tutto) in rete appassionatamente

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L'informatica rivoluziona le nostre vite  L'informatica rivoluziona le nostre vite

Gli esempi delle possibili applicazioni ormai non si contano: si va dall’autovettura che dialoga con l’infrastruttura stradale per prevenire incidenti, agli elettrodomestici di casa che si coordinano per ottimizzare l’impegno di potenza; dagli impianti di produzione che scambiano dati con i manufatti per la gestione del loro ciclo di vita, ai semafori che si sincronizzano per creare un’onda verde per il passaggio di un mezzo di soccorso; dai dispositivi medicali che si localizzano nel presidio di un pronto soccorso, agli sci che inviano informazioni sullo stato della neve o sulla severità di una caduta. A Barcellona si stanno spingendo ancor più avanti. Fra gli esempi che fanno da traino alla comunicazione del convegno – che è strettamente su inviti e con un pubblico molto selezionato - spiccano due immagini in qualche modo emblematiche. Una mostra due ragazzi che parlano, ma in realtà a parlare sono i due congegni che fanno la traduzione simultanea collegandosi con il cloud: sono due dispositivi di dimensioni minime, che possono essere applicati sulla maglietta o portati al polso e che traducono in real time 25 lingue migliorando ulteriormente le loro capacità linguistiche attraverso l’uso.

 

L’altra immagine è quella di una donna incinta che esibisce il suo pancione con incollato un “electronic tattoo”, cioè un sensore che raccoglie i dati del monitoraggio delle condizioni del feto e li trasmette direttamente sul Pc del medico. Queste e altre soluzioni ripropongono, potenziata dal fatto di utilizzare la rete internet, l’idea dell’informatica da indossare, il wearable computing; e si capisce anche da qui l’interesse delle aziende che fiutano il business: se è indossabile, vuol dire che potenzialmente tutti possono essere clienti, con evidenti conseguenze in termini di mercato. Per l’Italia comunque, al di là delle fughe in avanti, lo scenario più realistico prospettato dalla ricerca Politecnico- Econocom prevede come ambiti di maggior sviluppo dell’IoT le smart city e gli smart building. I rilevamenti effettuati lo scorso anno indicano che da noi le applicazioni di Internet of Things più diffuse sono nell'ambito Smart Car - cioè la connessione tra veicoli o tra questi e l’infrastruttura circostante - che riguarda il 42% del totale degli oggetti connessi. Seguono, con 1,4 milioni di oggetti intelligenti, lo Smart Metering - cioè i contatori intelligenti per la misura dei consumi, la corretta fatturazione e la telegestione - e lo Smart Asset Management nelle Utility, ovvero la gestione in remoto di asset di valore. C’è poi il 9% delle applicazioni che riguarda il cosiddetto Smart Home & Building, vale a dire la gestione automatica di impianti e di sistemi per risparmio energetico, comfort, sicurezza: quelle più diffuse sono relative all’antintrusione e alla gestione da remoto di impianti come quelli di riscaldamento e raffrescamento, o il telemonitoraggio degli impianti fotovoltaici. Infine, tra le altre soluzioni consolidate la ricerca segnala il 5% di applicazioni di Smart Logistics per la gestione delle flotte aziendali: sono soluzioni che sfruttano la localizzazione satellitare dei mezzi a supporto delle attività di routing e per il monitoraggio del processo di trasporto.

 

Sempre al Politecnico fanno rilevare che in Italia appare ancora limitata la diffusione di soluzioni che facciano ricorso a tecnologie di comunicazione diverse da quella cellulare; non mancano però situazioni promettenti, come ad esempio l’illuminazione pubblica, dove i lampioni interconnessi possono consentire di ridurre i consumi energetici e i costi di manutenzione. Le novità tuttavia, in questi campi, attecchiscono con grande rapidità; e non stupirebbe trovare, nell’indagine alla fine di questo 2013, un panorama già mutato, con oggetti, sistemi e nomi nuovi. Intanto, vista l’impossibilità di delimitare il parco delle applicazioni, c’è già qualcuno che propone di cambiare almeno l’acronimo: non IoT ma IoE, ovvero Internet of Everything (IoE), cioè Internet di “tutte” le cose.



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