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NOBEL FISICA/ Rossi (Cern): bene Higgs e Englert; ma ci stava anche un premio a LHC

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Quanto al bosone, qui c’è da ammettere che solo Higgs nell’articolo del 1964 ha indicato l’esistenza della particella come conseguenza del meccanismo e quindi si giustifica il fatto che porti il suo nome. Anche se, per essere precisi, proprio Brout aveva fatto notare che ogni campo comporta una particella e quindi lui e Englert non avevano nominato la particella perché era implicita …».

Per chi vuole trovare elementi critici nella decisione dell’Accademia svedese gli argomenti non mancano. Ad esempio, anche restando all’idea di premiare solo i teorici, altri nomi si sarebbero potuti aggiungere: come quelli di Gerald Guralnik, Tom Kibble e Carl Hagen, considerati co-scopritori del meccanismo di Brout-Englert-Higgs. Ma la priorità è stata attribuita a questi ultimi due che così il 10 dicembre si recheranno a Stoccolma a ritirare il premio. Con il plauso convinto degli scienziati del Cern; compreso Lucio Rossi che, con un ultimo colpo di speranza non esclude un disaccoppiamento tra la premiazione della teoria e quella della scoperta sperimentale: «Non sarebbe la prima volta. Quando nel 1984 Carlo Rubbia ha vinto il Nobel per la scoperta dei bosoni W e Zo, erano già passati cinque anni dall’attribuzione dello stesso premio a Glashow, Weinberg e Salam per la teoria dell’interazione debole che implicava l’esistenza di quelle particelle». 



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