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NOBEL MEDICINA/ Che traffico in quelle cellule! In tre hanno risolto il rebus

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I nuovi studi che oggi vengono premiati sono stati determinanti per la comprensione di come alcune classi di proteine, che popolano le membrane delle vescicole e quelle degli organelli di destinazione, costituiscano nell’insieme un raffinato sistema di riconoscimento che permette il dipanarsi efficiente e perfettamente controllato delle diverse vie di smistamento intracellulare.

I tre scienziati sono stati impegnati per decenni su fronti fra loro diversi. L’americano Randy Sheckman – attualmente docente all’università californiana di Berkeley - ha utilizzato un sistema modello potentissimo (anche se purtroppo sempre più trascurato dagli enti di finanziamento alla ricerca): il lievito di birra,Saccharomyces cerevisiae, la cui organizzazione cellulare è nota basarsi su principi e componenti che sono comuni a quelli di tutte le altre cellule eucariotiche, incluse le cellule umane. Sfruttando la possibilità di selezionare in modo sistematico ceppi mutanti nelle diverse tappe del traffico vescicolare, Sheckman ha isolato i geni codificanti per i componenti proteici fondamentali coinvolti in questo processo.

Seguendo un approccio diverso, basato sull’utilizzo ingegnoso di sistemi acellulari, o “cell-free”, parzialmente purificati e ricostituiti a partire dal citoplasma di cellule di mammifero, James Rothman – anch’egli statunitense e attualmente docente a Yale - è riuscito nell’impresa di riprodurre e studiare in provetta singole tappe del traffico vescicolare e di isolare per via biochimica numerosi componenti proteici fondamentali: quali per esempio la famiglia di proteine denominate SNAREs, che garantiscono la specificità del riconoscimento fra le vescicole e le membrane bersaglio, nonché la fusione delle membrane, che costituisce l’evento cruciale e conclusivo del processo di indirizzamento.



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