BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMBIENTE/ COP 19: dalle montagne si vede meglio il cambiamento climatico

Pubblicazione:

Nubi grigie nel cielo (Foto: Infophoto)  Nubi grigie nel cielo (Foto: Infophoto)

Sul tema “acqua”, nonostante le incertezze nelle analisi dei dati storici e nelle proiezioni, i firmatari del documento si aspettano che in un prossimo futuro «si possano riscontrare significativi cambiamenti stagionali del ciclo idrologico, nelle regioni montane del mondo. Tali cambiamenti stagionali potrebbero determinare ricadute negative in relazione a tutti gli usi dell’acqua, anche in relazione ad agricoltura, sicurezza alimentare, acqua potabile, energia idroelettrica ed ecosistemi».
Circa gli ecosistemi montani, gli scienziati concordano sul fatto che il loro stato reale sia ancora solo parzialmente conosciuto e che sia «particolarmente complesso realizzare una stima delle loro reazioni ai cambiamenti climatici e alle variazioni ambientali». Da qui l’esigenza di attivare una rete globale di misura e raccolta dei dati esistenti e di renderli disponibili a beneficio di tutti. In tale direzione è stata rilanciata a Varsavia l’iniziativa, avviata nel quadro di GEO/GEOSS, volta a realizzare una rete globale per l’osservazione e l’informazione relativa agli ambienti montani (GEO-GNOME).
Infine, pensando agli impatti socio economici dei cambiamenti climatici, il key message è molto esplicito: si tratta di «valorizzare il capitale umano e ambientale e implementare azioni volte a un virtuoso utilizzo dei suoli e alla conservazione del territorio tipico degli ecosistemi montani». A tale fine vengono indicati una serie di strumenti tra i quali: tassazione ambientale, pagamento per i servizi ambientali, raccolta e riciclo dei rifiuti, meccanismi legati ai crediti di carbonio, nuovi tipi di mercati regolati e volontari dei crediti di carbonio.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
21/11/2013 - Agw è una sonora bufala (Carlo Cerofolini)

Riguardo ai – supposti - cambiamenti climatici dovuti alla CO2 antropica (Agw), va detto che è una sonora bufala, in quanto è noto che circa il 92% dell’effetto serra è garantito dal vapor d’acqua e la CO2 totale vi contribuisce solo per il 2%, mentre le attività dell’uomo ne aumentano la concentrazione solo dello 0,2% annuo, ovvero sono ininfluenti. Ciò detto, invece di buttare via centinaia di miliardi per il rispetto del protocollo di Kyoto & C. - sul contenimento dei gas serra – e per le inservibili energie rinnovabili super incentivate, usiamo invece questi denari per far sì che si abbiano meno danni e lutti possibili per terremoti, uragani, tsunami, con costruzioni ad hoc, e per il dissesto idrogeologico, sanandolo.