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IL PUNTO/ Chi e quando rimetterà per primo piede sulla Luna?

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La sonda lunare LADEE  La sonda lunare LADEE
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In effetti tutta la fase di lancio di LADEE, che è una sonda relativamente leggera (circa 380 kg) è avvenuta per così dire “al risparmio”, a partire dall’utilizzo di un relativamente “piccolo” razzo a cinque stadi Minotaur V che riutilizza parti di missili ICBM smantellati in base agli accordi tra Russia e Stati Uniti. Inoltre la sonda è stata costruita sulla base di un Modular Common Spacecraft Bus, cioè con una serie di componenti modulari standardizzati, per la prima volta usati su LADEE, e che verranno d’ora in avanti utilizzati per realizzare altri veicoli spaziali, in modo da ridurre i costi di costruzione e di assemblaggio. Aggiungiamo infine che a bordo della sonda é trasportato anche il modulo innovativo di comunicazione LLCD (Lunar Laser Communication Demonstration) basato su tecnologie laser. Con tale modulo, una volta che la sonda ha raggiunto la sua orbita lunare, è stata sperimentata con pieno successo la possibilità di trasmettere verso Terra e di ricevere, i dati di controllo e i dati raccolti dalle strumentazioni ad un bit-rate molto superiore a quello ottenibile con le attuali tecnologie di trasmissione basate su onde radio.

 

Molto interessante appare anche l’ipotesi di una missione congiunta fra le agenzie spaziali Russa ed Europea (una possibile decisione europea in tal senso è attesa per l’ottobre 2014), volta a riportare sulla Terra dei campioni di suolo lunare prelevati in una zona dei poli dove si ipotizza che possa esistere del ghiaccio (probabilmente di origine cometaria), sopravvissuto sul fondo di qualche cratere permanentemente in ombra. La missione, denominata Lunar Polar Sample Return (LPSR) prende spunto dalla dimostrazione avuta in precedenti esplorazioni (per esempio quella indiana con la sonda Chandrayaan) della presenza di acqua nel sottosuolo lunare. A questo scopo verrebbe realizzata una apposita sonda automatica con a bordo un sistema di trivellazione derivato da quello usato dalla sonda marziana ExoMars dell’Esa, in grado di penetrare per qualche metro nel suolo lunare; la sonda verrebbe congegnata in modo tale da riportare verso Terra delle “carote” mantenute a bassissima temperatura, in modo da poter procedere a un’analisi completa di tutti i componenti chimici contenuti nei campioni. Una simile missione, potrebbe svolgersi fra il 2020 ed il 2022 ed essere preceduta, nel 2017-18 da una più semplice missione di esplorazione preliminare. L’eventuale ritrovamento di significativi giacimenti di ghiaccio nel sottosuolo lunare costituirebbe un risultato fondamentale nella prospettiva delle costruzione di basi abitate permanenti, in quanto fornirebbe la materia prima per la produzione in loco di idrogeno e ossigeno, indispensabili sia per il mantenimento degli astronauti che per la produzione di combustibile per le missioni di ritorno.



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