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BIOSCIENZE/ Staminali: i passi della ricerca e i tempi della terapia

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Ci sono già delle Cell Factories che producono cellule secondo queste normative; come devono procedere?

 

Al Convegno sono stati oggetto di presentazione i risultati di un apposito gruppo di lavoro promosso dal GISM con la partecipazione di numerose Cell Factories; risultati soprattutto in relazione ai test di controllo dei processi di espansione e produzione cellulare per l’uso clinico. Sono state indicati i punti critici dei test per garantire la sicurezza ed è apparso quanto sia necessaria, in questo campo, la consapevolezza che le terapie cellulari sono passibili di sviluppo solo attraverso la cooperazione di molti i specialisti sia del campo medico e chirurgico che della biologia cellulare e molecolare.

 

Prendendo spunto dai positivi risultati che ci consegna la storia delle cellule staminali emopoietiche, quali sono le novità?

 

Nel campo consolidato della trapiantologia pediatrica sono state indicate nuove interessanti prospettive (alcune delle quali in sperimentazione clinica) sulle terapie cellulari in campo onco-ematologico sia in età pediatrica che in adulto.

 

E in campo neurologico?

 

Interessantissimi anche gli sviluppi in campo neurologico, dove è divenuto ormai evidente che anche il tessuti nervosi hanno una elevata capacità rigenerativa dovuta a progenitori residenti. Un campo questo ricco di enormi prospettive che sicuramente incideranno positivamente nella cura delle patologie neurologiche.

 

Veniamo alle staminali mesenchimali: perché sono così interessanti?

 

È la caratteristica biologica delle cellule mesenchimali, con la loro capacità anti-infiammatoria e immuno-modulante a renderle tali. Nel simposio sono state presentate e discusse in riferimento ai trial clinici in corso in Italia su pazienti con sclerosi multipla .Una particolare sessione dei lavori è stata dedicato al possibile ruolo, nell’ambito di terapie neoplastiche, di staminali mesenchimali usate come vettori di farmaci contro i tumori (compresi quelli del sistema nervoso). In tal senso dati sperimentali in vitro e nel topo (ove si è vista la riduzione di metastasi polmonari) ci indicano una strada incoraggiante che in pochi anni potrebbe portare alla applicazione clinica.

 

 

Quali altre tipologie di staminali sono state considerate?

 



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