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ASTROFISICA/ L’enigma Kepler-78b, l’esopianeta che non dovrebbe esistere

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La “caccia” agli esopianeti, i pianeti non appartenenti al Sistema Solare, e lo studio delle loro caratteristiche sono oggetto di crescente interesse. Da un lato infatti la verifica di ipotesi e congetture sulla storia evolutiva del nostro pianeta e dei sistemi solari in genere può essere effettuata guardando la storia di altri pianeti, dall’altro l’eventualità di trovare pianeti simili alla Terra potrebbe dire di più sul punto focale di tutto, uno dei misteri più grandi dell’Universo: cosa permette alla vita di emergere dalla materia inanimata? Gruppi di scienziati sparsi un po’ in tutto il mondo negli ultimi anni hanno perciò sviluppato tecniche di osservazione sempre più precise per questo affascinante campo di studi, con il supporto dei più grandi enti spaziali, che hanno messo in campo diversi nuovi strumenti e nuove missioni per questo scopo. Il risultato è la scoperta di centinaia di esopianeti con caratteristiche di solito molto differenti da quelle del nostro pianeta e generalmente molto più grandi della Terra.

Verso la fine di agosto la missione Kepler della Nasa ha però identificato un pianeta a 400 anni luce dal Sole di massa simile alla Terra. L’esopianeta, chiamato Kepler-78b, è diventato oggetto di studi approfonditi, proprio in virtù delle sue dimensioni, così simili a quelle della Terra, che lo rendono uno dei più piccoli esopianeti mai osservati.

Kepler-78b ha diverse caratteristiche particolari: innanzitutto la distanza dalla sua stella, inferiore al milione di km, poi la velocità con la quale sfreccia intorno alla stella -conclude un’orbita in sole 8 ore e mezza- e la sua densità, pari a circa 5,3 grammi per centimetro cubico, a fronte dei 5,5 gr/cm3 della Terra, per una dimensione complessiva pari a circa 1,2 volte quella della Terra (circa 14.800 km di diametro, contro i circa 12.700 della Terra). La misurazione precisa di questo pianeta è stata resa possibile da tecniche spettroscopiche e fotometriche messe a punto negli ultimi anni. Kepler 78b è il più piccolo esopianeta di cui si conoscano tutte queste caratteristiche, ed è il primo a presentare una densità così vicina a quella della Terra. È il vero e proprio prototipo di una nuova classe di esopianeti.



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