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MARTE/ Flamini (ASI): benvenuta India; ma l’esplorazione dei pianeti riguarda l’umanità tutta

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Marte - Infophoto  Marte - Infophoto

Credo che si tratti di una iniziativa prevalentemente autonoma; con qualche tipo di supporto soprattutto da parte dei russi. Ricordo che tre anni fa, parlando con loro di potenziali imprese spaziali congiunte, mi dissero che erano interessati ma solo dopo questa, che per loro è come una prima prova che serve anche per testare le loro reali possibilità a questo livello.

Cosa cambia negli assetti spaziali mondiali con questo passo avanti dell’India?

Intanto per il momento sono in orbita attorno alla Terra, poi devono dirigersi verso Marte e poi arrivarci. Ho detto che la missione è relativamente facile, più che non andare su Mercurio o verso Giove e Saturno, ma è pur sempre un altro pianeta ed entrare nella sua orbita è comunque un’operazione molto complicata. Tant’è che anche i russi hanno mandato varie spedizioni verso Marte, ma di fatto ancora nessuna con pieno successo; hanno sempre dovuto registrare, prima o poi degli insuccessi. Finora solo gli americani, che sono ancora là con Curiosity, e l’Europa con Mars Express sono riusciti nell’intento.

Quindi?

Aspettiamo che raggiungano il traguardo. Detto questo, nel momento in cui arriveranno e dimostreranno di essere in grado di fare quello che tutti speriamo possano fare, diventerà un’altra nazione con cui si dovrà dialogare in quello che è uno sforzo per l’esplorazione dei pianeti al fine si arrivare all’esplorazione umana degli stessi. E questa non potrà che essere un’impresa comune. Nessuna nazione, neppure gli Stai Uniti, può pensare di andare a esplorare altri mondi da sola: è un’impresa complessa che riguarda l’umanità tutta. Quindi avere un’altra nazione, come l’India, in grado di dare un contributo positivo a questo fine è molto importante.

 

(Mario Gargantini)



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