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DIBATTITI/ Anche la ragione scientifica affonda le sue radici nella “verità”

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In questo gioco di prodigi tecnici, “verità” è spesso relegata a un ruolo di secondo piano mentre i successi raggiunti nella descrizione del “come è” della natura sopravanzano, da un punto di vista pragmatico o utilitaristico, l’importanza di alcune delle questioni fondamentali che evidentemente si situano oltre l’orizzonte del metodo scientifico. In effetti, l’immagine che spesso ne esce è quella di un mondo di insieme di provvisorie e circoscritte zone di ordine e comprensibilità, come un atollo di calme e chiare acque in un oceano di caos al di fuori del quale casualmente affiora un ordine fortuito ma privo di significato.

In questo numero di Euresis Journal la grande domanda sulla “verità” viene affrontata da molteplici angolature all’interno di differenti sfere di conoscenza: dalle scienze naturali alla matematica, alla filosofia, alle scienze sociali e alla teologia. In tutti i contributi il concetto di verità appare come un potenziale di “oggettività” nella descrizione dei fenomeni naturali. Ma non solo. Il background che unisce i vari contributi sembra poggiare sull’evidenza metodologica che la “verità” emerge nelle relazioni col mondo come possibilità nell’ambito della ragione, come condizione per la ragionevolezza.

Anche di fronte ai grandi limiti di comprensibilità, come quelli che si incontrano nei sistemi quanto-meccanici e nello studio dell’origine dell’universo, o a seguito di potenti risultati della logica come i teoremi di incompletezza di Gödel, la verità resta rilevante, non perché la sua esistenza è assicurata dalle scoperte scientifiche o perché essa sia raggiungibile tramite queste, ma perché è anzitutto percepita come esigenza fondamentale della ragione stessa.

La ragione, questa misteriosa energia dell’uomo che la tradizione cristiana identifica come “imago Dei”, è in effetti ciò che fornisce i nessi che connettono tutte le cose in un tutto ordinato, in un modo tale che è difficile parlare indipendentemente di verità e di ragione. L’operato della ragione è radicato nel concetto di “verità”, intesa come una sorta di “ipotesi positiva” che rende la realtà comprensibile, o almeno che apre un percorso di conoscenza percorribile. Allo stesso tempo, la verità sembra essere così fortemente richiesta dalla ragione, all’interno del suo proprio dinamismo naturale, che la possibilità della sua esistenza indica un’origine della realtà che deve essa stessa poggiare sulla ragione.

Il nuovo numero di Euresis Journal intende portare l’attenzione sull’importante questione della “verità”, non tanto nell’ambito della semplice opposizione tra la natura oggettiva e soggettiva del reale, alla quale il dibattito attuale spesso la riduce. Piuttosto, vorremmo che questi contributi possano indirizzare la nostra riflessione a un aspetto più fondamentale della sua natura, che riconduce intimamente la questione della “verità” alla nostra concezione e al nostro uso della ragione: sia che venga circoscritta a un particolare e parziale metodo, o che sia aperta alla realtà nella totalità dei suoi fattori.



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