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FISICA/ Al Cern si studia già (in italiano) la prossima grande macchina post-LHC

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Questo studio dovrebbe fornire le sue indicazioni in cinque anni, al fine di dare un contributo al prossimo aggiornamento della strategia europea, previsto per il 2018. Lo studio prenderà il via con un incontro ospitato dall'Università di Ginevra nel prossimo mese di febbraio. Essendo la scienza moderna intrinsecamente di natura globale, l’Europa (o qualsiasi altro Paese) non può affrontare un simile impegno isolatamente, soprattutto in questa epoca di austerità e di budget sempre più ridotti per la scienza. Perciò scienziati di tutto il mondo parteciperanno a questo incontro, per aiutare il Cern a iniziare il processo che porterà a un nuovo capitolo nello sviluppo della fisica delle particelle. L’impresa sarà guidata, ancora una volta, da due fisici italiani: Fabiola Gianotti, per i rilevatori e Michelangelo Mangano per gli aspetti più teorici.

Uno studio simile per un futuro gran collider di energia molta alta sarebbe condotto in Cina, sotto gli auspici del celebre teorico di Princeton Nima Arkani-Hamed. Dopo la scoperta dell'ultimo angolo di mescolamenti di neutrini in un esperimento cinese nel reattore Daya-Bay, e dopo il primo sbarco cinese sulla Luna, non è inconcepibile che nel grande Paese asiatico possa essere ospitata anche la prossima grande macchina per studiare le leggi della natura a energie estreme.

I risultati dei futuri esperimenti ad alta energia a LHC, insieme ad altri come quelli dedicati alla ricerca della materia oscura o alle misure cosmologiche come quelle di PLANCK, permetteranno agli scienziati di definire il percorso da seguire nella fisica delle alte energie nel resto del secolo. Lo studio che ora cominciamo ha come scopo di preparare la comunità dei fisici delle particelle ad accogliere, e ad apprezzare, qualunque scenario la natura stia progettando.

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