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SCIENZA 2013/ I magnifici 10 (più 5) di Nature e quelli che sfidano l’imprevisto

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In ogni caso resta il fatto positivo della grande aspettativa creata nel pubblico più vasto, che “potrebbe” significare un rinnovato interesse per il cielo e “forse” la disponibilità a lasciarsi provocare dai fenomeni naturali, almeno quando appaiono nella semplice e insieme enigmatica forma di una bianca striscia che attraversa i cieli notturni e che ha interrogato gli uomini di tutti i tempi.Ma cosa c’è d’altro nelle liste delle scoperte indimenticabili proposte dalle due citate autorevoli riviste? Le bioscienze la fanno da padrone, non senza i timori e le preoccupazioni cui abbiamo accennato. Delle dieci scoperte più importanti del 2013 elencate da Science, otto appartengono all’area “bio”: si va dall’immunoterapia contro i tumori al “bisturi genetico”, la nuova tecnica che permette di attivare, disattivare o sostituire geni con grande precisione; dalla progettazione di vaccini grazie agli avanzamenti della biologia strutturale alla problematica tecnica di trasferimento del nucleo di cellule somatiche (SCNT) applicata all’uomo, rilanciando l’idea della clonazione umana che sembrava aver fatto un passo indietro. Si è parlato molto di staminali quest’anno, anche perché si stanno sviluppando le numerose possibilità aperte dalle ricerche sulle staminali non embrionali. Qui però vale una considerazione importante in tempo di bilanci ma che dovrebbe sempre più orientare le discussioni e le comunicazioni su questi temi: è la considerazione che faceva Augusto Pessina, dell’Università degli Studi di Milano e Coordinatore del Gruppo Italiano Staminali Mesenchimali, in un’intervista a Ilsussidiario.net commentando i risultati di un convegno internazionale sul tema. "Divulgare i risultati emersi in un convegno scientifico è sempre una difficile impresa che comporta anche il pericolo di essere fraintesi. Capita infatti che risultati che sono per gli studiosi delle vere e proprie scoperte non abbiano nell’immediato nessuna portata nella pratica medica. Essi sono però in grado di indirizzare la ricerca clinica e nei tempi dovuti (ma difficili da prevedere) possono portare a migliorare o trovare cure per patologie ritenute incurabili. Nel campo delle terapie cellulari con staminali si è creata in questi anni molta confusione e la loro divulgazione semplificata e enfatizzata ha anche generato fraintendimenti, errori di prospettiva e suscitato nei pazienti speranze sfociate in amare delusioni". Per concludere, va sottolineata, nella hit parade proposta da Nature, la scelta di mettere in primo piano dieci singoli ricercatori che hanno legato il loro nome a particolari successi scientifici e di raccontare le loro storie. Anche se è chiaro che la ricerca, specialmente oggi, è sempre una questione di team ben affiatati e organizzati, resta il fatto che l’impresa scientifica richiede un elevato coinvolgimento personale e che la personalità e la genialità dei singoli gioca un ruolo decisivo. Convinta di questo, Nature non si accontenta di indicare i magnifici dieci ma ne addita già altri cinque da tenere d’occhio nel 2014.



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