BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MEDICINA/ Con l'elettronica epidermica si misura la febbre wi-fi

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Si potrebbe chiamarla micromedicina: è un ramo della bioingegneria che unisce le funzionalità della microelettronica alle potenzialità dei nuovi materiali per sfornare, a ritmo ormai elevato, applicazioni mediche sofisticate ma in grado di diventare in breve tempo pratiche quotidiane e alla portata di tutti.

È il caso della cosiddetta "pelle elettronica", di cui si parla da tempo, ma che continua a presentarsi in forme nuove e adatte a una varietà di esigenze diagnostiche e terapeutiche. L'ultimo nato di questa serie viene da un team internazionale multidisciplinare, comprendente ricercatori della Università dell'Illinois di Urbana/Champaign e del National Institute of Biomedical Imaging e Bioingegneering (NIBIB), che hanno sviluppato un approccio completamente nuovo, descritto recentemente sulla rivista Nature Materials: una speciale "electronic skin" che aderisce in modo non invasivo alla pelle umana, conformandosi bene alle varie forme e restando attaccata nonostante la normale elasticità dei movimenti; il suo scopo è di fornire una mappa dettagliata della temperatura di qualsiasi superficie del corpo.

Quello della temperatura, si sa, è un indicatore fondamentale per moltissime diagnosi e da tempo si cercano soluzioni efficaci e precise per misurarla ricorrendo alle più avanzate tecnologie disponibili. Dalla sensoristica sono stati ricavati speciali sensori adesivi in grado di fornire semplici misure di temperatura in punti specifici; d'altro canto, ci sono avanzatissime fotocamere digitali a infrarossi che possono rilevare, in alta risoluzione, variazioni di temperatura in vaste zone del corpo. Ma entrambe le tecnologie, pur molto evolute, hanno dei limiti: le telecamere a infrarossi sono costose e richiedono al paziente di rimanere completamente immobile; mentre i sensori adesivi, benché consentano una libertà di movimento, forniscono informazioni limitate.  

Come funzionano questi nuovi dispositivi? C'è una matrice (array) ultrasottile di sensori di temperatura e di elementi riscaldanti che viene depositata sulla superficie della pelle attraverso un contatto soft, senza adesivi, quasi come un tatuaggio. È una variante di una tecnologia, originariamente sviluppata nel laboratorio del professor John Rogers presso l'Università dell'Illinois di Urbana/Champaign, chiamata "elettronica epidermica".

Nell'articolo di Nature Materials vengono descritte le prove effettuate per saggiare l'affidabilità del sistema, che è stato testato per la sua capacità di rilevare con precisione variazioni della temperatura cutanea localizzata rispetto al "gold standard", cioè la telecamera a infrarossi. Il confronto è stato svolto in base a un certo numero di stimoli fisici e mentali separati; il soggetto "indossava" sul palmo della mano una matrice del nuovo tipo e contemporaneamente misure di temperatura erano ottenute con una telecamera a infrarossi collocata a 40 centimetri dalla stessa regione. Ne è risultato che i profili delle variazioni di temperatura erano praticamente identici con i due metodi.



  PAG. SUCC. >