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TELECOMUNICAZIONI/ In orbita il satellite che controlla i satelliti

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Il satellite TDRS-K  (credit: Boeing)  Il satellite TDRS-K (credit: Boeing)
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Dal varo del programma sono passati dieci anni per il primo lancio, che ha inaugurato la fase dei TDRS di prima generazione, realizzati dalla Northrop Grumman: ne sono stati lanciati sette e tutti sono diventati operativi, tranne il TDRS-2 perduto nel disastro del Challenger. Tra il 2000 e il 2002 la Nasa ha arricchito la flotta di tre esemplari costruiti dalla Hughes (poi Boeing) identificati dalle lettere H, I e J. L’ultimo satellite della seconda generazione era stato lanciato circa dieci anni fa ed era necessario ampliare e rinnovare tecnologicamente la rete: ecco allora la decisione del 2007 di affidare alla Boeing Space Systems la realizzazione di altri tre esemplari, classificati come K, L e M.

Il TDRS-K, come gli altri due, è l’insieme di due sistemi: il satellite vero e proprio, che è un Boeing 601, e il sistema di telecomunicazioni. Il satellite è strutturato in due moduli, comprendenti tutte le apparecchiature per un corretto funzionamento, ed è dotato di pannelli solari di Arseniuro di Gallio ad alte prestazioni. Il sistema di telecomunicazioni comprende le antenne, gli amplificatori, i convertitori di frequenza e i dispositivi per le connessioni; è progettato per fornire servizi a più missioni contemporaneamente. Le moderne apparecchiature a bordo dei TDRS di terza generazione consentono di offrire servizi con continuità nelle bande di frequenza S, Ku e Ka, cioè quelle tipicamente utilizzate nelle comunicazioni satellitari e che coprono l’intervallo delle Super High Frequency (SHF), quelle da 3 a 30 GHz, e l’inizio delle Extremely High Frequency (EHF), poco sopra i 30 GHz.

Il TDRS-K è progettato per una durata in orbita di 15 anni, come pure gli altri due della serie, il TDRS-L, e il TDRS-M, che saranno lanciati nel 2014 e nel 2015. Detto questo, possiamo dare un’occhiata ai costi, stimati in 715 milioni di dollari per i satelliti K e L e per le modifiche al centro di White Sands; non certo una passeggiata, specie in tempi di ristrettezze economiche. Ma ormai la ragnatela di veicoli e apparecchiature che avvolge il nostro Pianeta è troppo preziosa per non fare di tutto perché operi con continuità al massimo delle sue potenzialità.

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