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TELECOMUNICAZIONI/ In orbita il satellite che controlla i satelliti

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Il satellite TDRS-K  (credit: Boeing)  Il satellite TDRS-K (credit: Boeing)

Da ieri è in orbita e si sta assestando a un’altitudine di circa 36.000 chilometri: è il TDRS-K, il primo di una serie di satelliti di nuova generazione per le telecomunicazioni spaziali, che ha lasciato il suolo terrestre l’altra notte dallo Space Launch Complex 41 di Cape Canaveral; era a bordo di un missile Atlas V che lo ha sganciato circa due ore dopo il decollo.

La sigla TDRS sta per Tracking and Data Relay Satellite, vale a dire un satellite in grado di funzionare da intermediario tra gli strumenti scientifici orbitanti e i centri di controllo sulla Terra. Questo TDRS-K è il primo di una nuova generazione di tre navicelle che la Nasa ha programmato per potenziare la rete di satelliti orbitanti che ne vede già altri sei tuttora pienamente funzionanti dei dieci lanciati dall’inizio del programma varato nel 1973.

Gli obiettivi di tale programma erano ben chiari e il tempo ne ha confermato la validità. Come tutti i moderni sistemi tecnologici hanno l’esigenza di tenere sotto controllo il flusso di dati che sono la risorsa primaria dei sistemi stessi, così la Nasa, e tutti gli enti spaziali, hanno bisogno di inviare comandi alle astronavi, di ricevere informazioni dai satelliti, di monitorare le condizioni di salute degli astronauti, di garantire la sicurezza dei dati. È nata così l’idea si realizzare una rete spaziale (Space Network, SN) in grado di veicolare tutti i servizi di comunicazione tra spazio e terra con elevate prestazioni e alto livello di affidabilità.

Il fulcro di questa rete sono i satelliti TDRS, in orbita geosincrona e connessi in real time con una potente rete di stazioni terrestri e di centri di elaborazione dati. La base progettuale e di sviluppo dell’operazione è situata presso il Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt (Maryland) mentre il segmento terrestre del sistema comprende tre nodi principali: due a White Sands, nel New Mexico, e uno a Guam, nell’arcipelago delle Marianne. Insieme, satelliti e stazioni a terra, raccolgono e elaborano con continuità i dati e li distribuiscono a una varietà di clienti, fornendo loro servizi di misurazioni, tracciamento, trasmissioni a banda larga e altri ancora, fondamentali per l’attività delle missioni spaziali e per il funzionamento delle grandi apparecchiature come il telescopio spaziale Hubble e la Stazione Spaziale Internazionale.



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