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BIO-RESTAURO/ Batteri "artigiani" fanno risorgere le opere d'arte

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Altri protagonisti nel campo del bio-restauro sono due batteri del genere Desulfovibrio, D. desulfuricans e D. vulgaris: la loro azione evita che il carbonato di calcio passi a solfato di calcio che forma patine scure che, come artigli di spettri, si attaccano al marmo di loggioni, monumenti e sculture offuscandone la candida lucentezza. Sono causate dall’esposizione a vento, pioggia e polveri ricche di zolfo e anidride solforosa dovute agli scarichi di automobili e industrie. I Desulfovibrio hanno una preferenza per i composti a base di zolfo e li rimuovono, arricchendo lo strato di marmo con nuovo carbonato di calcio, replicando il processo, che in acqua e nei sedimenti marini avviene continuamente: la precipitazione di nuovo carbonato di calcio.

Una delle imprese più importanti che ha visto in azione questi batteri è stato un intervento di pulitura della base della Pietà Rondanini, che sembrava irrimediabilmente compromessa. Grazie al coraggio dei curatori e all’utilizzo delle tecniche di biopulitura, la Pietà Rondanini è risorta, proprio come suggerisce il messaggio intrinseco nella scultura. Viene scritto, quindi, un nuovo capitolo della storia del restauro che lega natura e arte. Se è vero, come intuisce Dostoevskij, che sarà la bellezza a salvare il mondo, siamo fortunati ad aver trovato un modo per preservare alcune tra le maggiori espressioni della bellezza, grazie all'aiuto del più improbabile artigiano nella bottega della storia.



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