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CERN/ Giovedì si spegnerà LHC, per il primo (lungo) tagliando

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

A queste due opere principali di consolidamento, si aggiunge la manutenzioni ordinaria e straordinaria. Gli stop invernali sono troppo corti per poter agire su una macchina così complessa come LHC: meglio concentrare tutto in un lungo shut-down ogni tre anni. Noi pensiamo che sarà così anche in futuro: lo LS2  è previsto nel 2018 e lo LS3 nel 2022. LHC richiede una pianificazione davvero a lungo termine!

Tra l’altro, lavori simili inizieranno anche per i detector: anche lì si farà della manutenzione, del consolidamento per aumentare la affidabilità e si porteranno dei miglioramenti (upgrade) alla parte di tracciatore per poter meglio distinguere le tracce di eventi molto vicini (miglior risoluzione spaziale).

Che cosa succederà in questi due anni al Cern?

 Circa metà del personale degli acceleratori e dei servizi (circa 750 persone) lavoreranno direttamente sullo shut-down: di questi, 300 nel tunnel. Un’altra grossa fetta di personale sarà piuttosto impegnata nei nuovi studi e progetti (CLIC, LHC ad Alta Luminosità e Alta Energia, altri progetti di R&S).

Manca la fisica: ma il Cern lavora a pieno ritmo, proprio come negli anni di costruzione di LHC; dal punto di vista tecnico, il Cern è molto effervescente. Intanto i fisici lavoreranno ad analizzare la massa di dati raccolti. Per ora solo circa la meta dei dati LHC sono stati analizzati pienamente. Inoltre occorre analizzare bene le collisioni ioni-ioni, e mettere insieme la varie analisi: le sorprese non mancheranno (forse!).

Come procede il programma High Luminosity LHC?

Stiamo aspettando tre grossi risultati che dovrebbero arrivare in primavaera 2013: due test, entrambi in Usa, fondamentali per i nuovi magneti in Nb3Sn (un dipolo da 11 T, un quadrupolo da 12.5 T, e la  prima cavità RF tipo Crab). Sono le principali tecnologie per l’upgrade, quindi siamo ad un punto importante. Nel frattempo sono state avviate discussioni con gli Usa e il Giappone per assicurarci un loro sostanziale contributo tecnico e finanziario all’upgrade (ci aspettiamo un contributo del 25%).

 

(Mario Gargantini)



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