BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMBIENTE/ Se il Nord Atlantico si riscalda, aumentano le gastroenteriti

Pubblicazione:

L'Osservatorio del Clima sul Gran Sasso  L'Osservatorio del Clima sul Gran Sasso

Riscaldamento globale. Basta questa idea per sentire nelle orecchie il sibilo acuto del ghiaccio che si rompe e un fremito ci prende le gambe, come se il pavimento venisse a mancare sotto i piedi. Gli scenari apocalittici, per fortuna, restano ancora relegati nelle sale cinematografiche ma che il nostro Pianeta stia entrato in una fase di violenti mutamenti metereologici lo possiamo constatare ogni qualvolta si sente parlare dell’ennesima catastrofica alluvione.

Sembra accertato che, nell'ultimo centinaio di anni, la temperatura media delle acque del mare sia aumentata di quasi 1 °C: attorno all’Europa, la temperatura dei mari regionali è cresciuta a un ritmo senza precedenti, con il Mar Baltico, il Mare del Nord e Mar Nero che mostrano incrementi estremamente significativi. In questi ultimi decenni, è stato pure osservato un aumento importante di casi di gastroenteriti (CDC FoodNet data 2008; Martinez-Urtaza et al. 2010) dovute a vibrioni che coinvolgono anche il patogeno umano per eccellenza appartenente a questo gruppo, Vibrio cholerae.

Questo inquietante fenomeno è stato rilevato anche in luoghi dove i vibrioni non erano mai stati particolarmente frequenti come nei paesi che si affacciano sulle fredde coste del Nord Atlantico. I vibrioni vivono infatti in mari temperati-caldi, e si trovano per lo più adesi all'esoscheletro chitinoso di molti organismi planctonici. Oltre a essere responsabili di gravi patologie umane, sono anche coinvolti nelle morie di coralli che, negli anni passati, hanno proposto un macabro scenario per i subacquei. Ma è possibile dimostrare una relazione tra il riscaldamento delle acque e questo aumento di batteri patogeni? Il problema è stato recentemente affrontato grazie alla genialità di un macchinario semplicissimo che, da oltre sessant'anni, e a costo praticamente zero, solca i mari intrappolando piccoli organismi planctonici delle acque superficiali. Si tratta del Continuous Plantkton Recorder (CPR), uno strumento ideato da Sir Alister Hardy nel 1931 a Plymouth. Il CPR è un campionatore di plancton progettato per essere trainato dalle navi commerciali per lunghe distanze.



  PAG. SUCC. >