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BIODIVERSITA'/ Una corona di spine minaccia i coralli della Polinesia

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Acanthaster Corallo  Acanthaster Corallo

Questo impressionante fenomeno deve farci riflettere su almeno due punti. Per lungo tempo ci siamo cullati nella tranquillizzante idea che un’elevata biodiversità fosse una garanzia per la resistenza di un particolare ecosistema ai cambiamenti. Le drammatiche infestazioni di Acanthaster ci dimostrano che l’attacco alle specie che formano la struttura fisica di un ecosistema, i cosiddetti ecosystem engineers ha effetti catastrofici sull’intera biocenosi.
In secondo luogo è lecito domandarci quali sono i fattori che permettono un eccezionale reclutamento di una specie marina, in questo caso Acanthaster. Si è talvolta immaginato che in aree costiere forti piogge potessero trasportare in mare elevati quantitativi di sostanze azotate derivante dalla fertilizzazione dei terreni agricoli. Tali sostanze avrebbero potuto determinare un’innaturale aumento del fitoplancton che rappresenta a sua volta il nutrimento delle larve di Acanthaster. 
Lo studio condotto sulle isole della Polinesia Francese, a grande distanza da importanti appezzamenti di terreni agricoli tenderebbe a ridimensionare un’indiretta influenza umana sul fenomeno che rimane ancora avvolto da un fitto mistero. Sembrerebbe più probabile immaginare che il verificarsi assolutamente casuale di particolari sinergie di fattori ambientali (temperatura dell’acqua, presenza di alimento) in concomitanza con un evento riproduttivo possano condurre a reclutamenti particolarmente imponenti. I fenomeni ecologici, particolarmente in ambiente marino, sono decisamente più complessi di quanto una modellistica decisamente ingenua pretenderebbe di dimostrarci.



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