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MEDICINA/ La vita spericolata degli italiani che sfidano le malattie cardiovascolari

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Accusato di associazione mafiosa, ottiene i domiciliari perchè obeso. Forse l'unico aspetto positivo (Foto: Infophoto)  Accusato di associazione mafiosa, ottiene i domiciliari perchè obeso. Forse l'unico aspetto positivo (Foto: Infophoto)

Conoscere i fattori di rischio che tendono ad accelerare il fenomeno dell'aterosclerosi rappresenta il primo passo per prevenire le malattie cardiovascolari. Rischi che possono essere raggruppati in due grandi categorie: i fattori di rischio generici, legati allo stile di vita, come ipertensione, uso della pillola anticoncezionale, alti livelli di grassi nel sangue, eccesso di peso, fumo di sigarette e vita sedentaria; i fattori di rischio specifici, come alterazioni quantitative delle proteine coinvolte nel processo della coagulazione.
Investire oggi in prevenzione è urgente e inevitabile, dicono i responsabili di ALT: «gli investimenti necessari sarebbero molto contenuti, perché non mirano all'esecuzione di esami ma a campagne di comunicazione mirate a far crescere la consapevolezza che uno stile di vita scorretto va cambiato al più presto, negli adulti e nei bambini. In particolare dobbiamo agire presto sui bambini: sono troppo spesso troppi pigri, solo dodici su 100 fanno attività fisica tutti i giorni, mangiano troppo poca frutta e verdura, ma troppi grassi e cibi dolci, nemici delle arterie».
Ancora una volta, sono i dati ad allarmare: in Italia solo 20 ragazzi su 100 fra gli 11 e i 15 anni consumano verdura contro 26 bambine su 100, solo 33 maschi su 100 consumano frutta contro 39 ragazze su 100; fra gli adulti la situazione è anche peggio: 33 italiani su 100 non praticano alcuna, neppure informale, attività fisica, contro 6 tedeschi su 100 e 10 francesi su 100; fra le donne: non praticano attività fisica sufficiente 60 italiane su 100, contro 29 tedesche e 37 francesi su 100. Sedentarietà e alimentazione scorretta costituiscono una miscela letale, in quanto causa principale dell' inaccettabile aumento dell’indice di massa corporea (BMI) tra gli adulti: in Italia il BMI medio dell'adulto è 26.5, tra i più alti d’Europa, e secondo l’OMS equivalente a sovrappeso. 
«Per combattere le malattie cardiovascolari da trombosi e salvare vite umane – sostiene ALT – abbiamo bisogno di scienza e buonsenso. Il buonsenso di scegliere una vita sana e attiva. Se ognuno di noi divenisse protagonista della propria salute e scegliesse abitudini corrette e uno stile di vita intelligente, una vita su tre potrebbe essere salvata. Anche la scienza però è necessaria perché molte persone muoiono o rimangono invalide per ragioni ancora sconosciute che i ricercatori però possono individuare. Per questo finanziare la ricerca scientifica nel campo delle malattie cardiovascolari da trombosi significa salvare vite umane».



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