BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL PUNTO/ Prima di Ford e della catena di montaggio

Pubblicazione:

Un operaio (Foto: Infophoto)  Un operaio (Foto: Infophoto)
<< Prima pagina

Un processo molto simile fu applicato alla produzione di quelle che divennero un simbolo del West americano, le mitiche pistole a ripetizione del colonnello Samuel Colt. Il suo stabilimento fu impiantato in una filanda dismessa a Hartford, nel Connecticut, un luogo dal quale sarebbe uscito, in particolare dopo il 1850-55, quel fiume di revolver che divennero indispensabile parte del corredo personale degli uomini della nuova frontiera americana.
Le armi non furono peraltro il solo settore nel quale si sviluppò e affermò questo modo di produrre: un altro terreno molto fertile si rivelò quello della produzione degli orologi domestici, che fu uno dei primi mercati di oggetti complessi di uso comune, prodotti in serie, di cui si ricordi lo sviluppo. Già verso il 1802, Eli Terry mise a punto nuove tecniche di produzione, degli orologi sviluppando un sistema razionale di fabbricazione basato su macchine automatiche ad azionamento idraulico e su attrezzature specializzate; per risparmiare sui costi dei materiali egli riuscì inoltre a produrre in legno, invece che in metallo, la maggior parte degli ingranaggi dei suoi orologi, garantendo che fossero della giusta misura mediante maschere metalliche di riscontro. Dopo il 1837, quando il prezzo dell’ottone scese, dal legno si passò al metallo, sviluppando tecniche di produzione rapida degli ingranaggi per punzonamento o stampaggio. La specializzazione e la divisione del lavoro raggiunsero livelli mai prima visti: in media ogni orologio passava dalle mani di sessanta persone. Attorno al 1855 venivano prodotti e venduti circa 150.000 pezzi all’anno: l’orologio divenne una dotazione standard di ogni casa americana.
A partire dal mondo degli orologi e delle armi, poco dopo la metà dell’Ottocento erano state così ormai saldamente poste le basi per una rivoluzione dei metodi produttivi, e questa tecnologia, definita “sistema americano” o “sistema dell’uniformità” alla grande esposizione internazionale di Londra del 1851, fu in pochi anni trasferita alla produzione di altri manufatti.
Fu nelle fabbriche di macchine da cucire, di macchine agricole e di biciclette, che il sistema dell’uniformità giunse a ulteriore perfezione, guadagnando in questa diffusione ulteriore spessore. Mancava ancora, all’inizio del Novecento, un ulteriore passo per arrivare a un vero sistema di produzione di massa: bisognava risolvere in maniera altrettanto brillante e sistematica i problemi della finitura e del montaggio; e presto anche questo passo fu compiuto, nelle fabbriche di automobili. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >