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CINGHIALI RADIOATTIVI/ Agrimi: vi spiego cos'è e da dove arriva il cesio 137

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Tutti i vecchi siti di stoccaggio o vecchi impianti devono essere gestiti secondo la normativa, per cui il problema della fuga radioattiva non deve esserci. La gestione dev’essere attuata attraverso le corrette procedure di legge. Poi c’è da dire che le sostanze radioattive vengono utilizzate in diversi ambiti, da quelli produttivi industriali a quelli della ricerca biomedica, anche quando andiamo a farci una radiografia anche lì si usano sostanze radioattive. Le potenziali fonti radioattive sono tantissime. Il punto è gestirle correttamente.

L’Italia è attrezzata per questa corretta gestione? Certamente sì, poi per altro ha fatto una scelta radicale di non ospitare centrali nucleari e questo diciamo la espone meno (visto che esistono oltralpe) al rischio più significativo, derivante dalle fonti grandi di esposizione.

Basta l’abbattimento dei 27 cinghiali per scongiurare il pericolo? No. I cinghiali rappresentano certamente una sentinella per cui è evidente che bisogna prima capire la dimensione del problema. La domanda principale da porsi in questo momento è : qual è l’origine di questi livelli di positività al cesio 137 di questi cinghiali e capire poi l’estensione dell’area che ne ha determinato la contaminazione.

 

(Elena Pescucci)



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