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IL PUNTO/ Nella roadmap verso la fusione nucleare il passo decisivo si chiama ITER

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Una immagine di ITER  Una immagine di ITER

Nel programma europeo (e similmente in quello di altri paesi tecnologicamente avanzati) un unico altro importante passo separa la dimostrazione scientifica da quella commerciale, che è la realizzazione di un prototipo dimostrativo (DEMO) molto simile al dispositivo che potrà poi essere immesso sul mercato. Tra gli obiettivi di DEMO vi sono la produzione e trasferimento alla rete elettrica di alcune centinaia di megawatt (equivalenti ad una centrale convenzionale di media taglia), la produzione del suo proprio combustibile (“breeding” del Trizio a partire dal Litio), e la dimostrazione di tutte le tecnologie necessarie per un dispositivo con affidabilità di livello commerciale. 
Questo ulteriore e finale passaggio che dovrebbe vedere l'ingresso sul mercato della energia prodotta da fusione termonucleare richiede l'introduzione di avanzamenti significativi in diverse aree tecnologiche chiave, che diventeranno nei prossimi anni il focus dello sforzo congiunto di laboratori scientifici e industrie. Innanzitutto dissipare l'ingente quantità di energia termica che viene convogliata in apposite regioni della parete interna del reattore; sviluppare materiali che possano mantenere a lungo le loro proprietà termiche e strutturali anche se sottoposti all'intenso bombardamento neutronico intrinsecamente legato alle reazioni di fusione; inoltre dimostrare la completa autosufficienza dal punto di vista della produzione del combustibile, realizzando il breeding dei circa 0.4 kg/giorno di Trizio necessari ed estraendo dal reattore la corrispondente quantità di “ceneri”, costituite in questo caso da innocuo Elio.
Si prevede che nel 2050 la richiesta mondiale di energia sarà circa raddoppiata rispetto ai valori odierni, corrispondentemente all'aumento della popolazione mondiale ed alla maggiore richiesta di energia pro-capite tipica delle società tecnologicamente avanzate. I combustibili fossili coprono oggi l'80% del fabbisogno mondiale ma comportano una serie di noti inconvenienti ecologici insostenibili nel lungo periodo. Lo sviluppo di tutte le possibili alternative energetiche, il miglioramento dell'efficienza e l'adozione di stili di vita virtuosi sono elementi imprescindibili per il benessere delle generazioni a venire.



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