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BIOCHIMICA/ Tra cibo e farmaco: dove va la nutraceutica?

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Si può dire che la regolamentazione europea per quanto riguarda l’utilizzo degli integratori va nella direzione di assumere dei cibi funzionali o comunque di alta qualità ma funzionalizzati con l’aggiunta di sostanze utili come vitamine o sali minerali o altre, allo scopo di prevenire la degenerazione sia fisica che cognitiva, non necessariamente quella dovuta a malattie ma anche quella fisiologica naturale.

Ma per questo sono proprio necessari gli integratori?

 Questo è effettivamente grosso argomento di dibattito, che vede in campo l’industria alimentare e quella degli integratori: perché infatti utilizzare integratori e non invece i cibi normali ma di elevata qualità e funzionalità? Non credo che arriveremo a una conclusione oggi: è un dibattito totalmente aperto.

Inevitabile abbinare gli integratori alimentari all’ambito sportivo: cosa si può dire in merito?

Il tema della nutraceutica ha diverse aree di applicazione, legate alle diverse categorie di persone e alle relative attività: c’è ad esempio la sfera dell’infanzia, dell’adolescenza, della vecchiaia. E c’è quella delle varie attività, come quella sportiva. Come migliorare le prestazioni o comunque mantenere le condizioni fisiche ottimali senza ricorrere a farmaci (o peggio)? Da parte dei ricercatori c’è una costante attenzione a questo settore e una progressiva valutazione, nel tentativo di scongiurare degenerazioni nell’utilizzo di functional foods e di intervenire in tempo per evitare l’uso di prodotti che si possono rivelare tossici o comunque non adeguati.

Come si sta sviluppando la ricerca in questi campi?

Io posso parlare per quanto concerne il livello biochimico: il gruppo dei sedici laboratori di biologia molecolare che coordino nell’ambito del progetto “Tecnologie abilitanti nel Drug Discovery”, affronta il problema dei functional foods dal punto di vista della descrizione molecolare. Siano dei chimici e vogliamo capire quali sono i meccanismi molecolari alla base dell’azione dei principi attivi: quindi capire cosa provoca la degenerazione e come interviene l’elemento nutraceutico. Su questo intendiamo dialogare sia con l’industria che con i biologi e i clinici. Poi, naturalmente, sarà importante l’interazione e il confronto con i consumatori, cioè con i destinatari finali delle nostre ricerche e conoscenze.

 

(Mario Gargantini)



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