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AMBIENTE/ L’alleanza flessibile tra bioenergie e sequestro del carbonio

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Intensificare l’utilizzo delle biomasse per la produzione di energia e incentivare la pratica del sequestro e stoccaggio del carbonio, nota come CCS (Carbon Capture and Storage): è la ricetta degli scienziati del PIK, l'Istituto di Potsdam per la ricerca sugli impatti climatici, condensata in un articolo (Is atmospheric carbon dioxide removal a game changer for climate change mitigation?) recentemente presentato sulla rivista specializzata Climatic Change.

«La rimozione dell’anidride carbonica dall'atmosfera – sostiene Elmar Kriegler, primo firmatario dello studio - permette di separare il controllo delle emissioni dal periodo e dal luogo delle emissioni effettive. Questa flessibilità può essere importante per la protezione del clima. In tal modo non sarà più necessario prevenire le emissioni in ogni fabbrica o da ogni camion, ma potrebbero essere, ad esempio, distese di erba a prelevare CO2 dall'aria per alimentarsi ed essere poi trattate in impianti di produzione di bioenergia nei quali la CO2 viene immagazzinata sottoterra».

In termini economici è proprio questa flessibilità che permetterebbe di abbassare i costi, compensando le emissioni che sono più costose da eliminare. Kriegler e colleghi sono convinti, dati alla mano, che una graduale eliminazione delle emissioni globali entro la fine del secolo - che sarebbe necessaria per contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi auspicati dalla comunità internazionale - non richieda di eliminare per forza ogni fonte di emissioni: «Le decisioni se e come proteggere le generazioni future dai rischi del cambiamento climatico devono essere prese oggi, ma il carico per raggiungere tali obiettivi aumenterà nel corso del tempo. I costi per le generazioni future possono essere notevolmente ridotti se le tecnologie di rimozione di anidride carbonica diventeranno disponibili nel lungo periodo».

Si tratta quindi di bilanciare l’onere finanziario tra le generazioni. Lo studio pubblicato su Climatic Change è il primo a quantificare i termini di tale bilancio. Se si renderà disponibile la produzione di bioenergia abbinata al CCS, i costi di mitigazione aggregati per il XXI secolo potrebbero essere dimezzati. Viceversa, in assenza di una simile strategia di rimozione di anidride carbonica, i costi per le generazioni future aumenteranno in modo significativo, fino a quadruplicare nel periodo 2070-2090; il calcolo è stato effettuato utilizzando una sofisticata simulazione al computer del sistema economico, dei mercati dell'energia e del clima globale, a partire da una certa gamma di scenari.

Le soluzioni per la rimozione di anidride carbonica dall'atmosfera comprendono approcci connessi alle azioni di rimboschimento e approcci chimici, quali la cattura diretta della CO2 dall'atmosfera o l’attivazione di reazioni della stessa con dei minerali per formare carbonati.



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COMMENTI
17/04/2013 - La balla dei combiamenti climatici (Carlo Cerofolini)

È una balla megagalattica attribuire alla CO2 antropica effetti, specie negativi, sul clima mi permetto di enumerare sinteticamente alcuni punti ad hoc: 1) l'uomo produce troppo poca CO2 - appena 0,1% annuo dei gas serra (il 92% è costituito dal vapor acqueo) atmosferici totali - per influenzare il clima e che anzi un aumento della CO2 produce solo effetti positivi, perché è un ottimo “fertilizzante” naturale e quindi si pensa che produrrà, non disastri immani ma molti benefici sia per quanto riguarda la crescita delle piante che lo sviluppo animale sulla Terra; 2) nelle ere geologiche passate le variazioni di temperatura hanno preceduto, non seguito, di molti secoli le variazioni di CO2 in atmosfera e in ogni caso un eventuale riscaldamento del pianeta porterà solo miglioramenti economici, tant’è che con più 2,5 °C, per gli Usa è prevedibile un attivo al 2060 di 39,6 miliardi di $, pari al 2% del Pil per quell’anno, corrispondenti a 11,5 miliardi di $ 2001; 3) non c'è alcuna «impronta digitale» legata ai gas serra antropici rilevata dai satelliti nell'alta atmosfera che evidenzi un riscaldamento del pianeta; 4) c'è perfetta correlazione fra attività solare e variazioni di temperatura e nessuna correlazione legata alla CO2 antropica negli ultimi 400 anni; 5) dai dati satellitari risulta che nel 2008 i ghiacci polari sono ricostituiti e ritornati a livelli del 1979, mentre gli ecocatastrofisti avevano annunciato, che i ghiacci del Polo Nord nel 2008 si sarebbero sciolti (sic).